<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858</id><updated>2011-11-28T00:54:43.786+01:00</updated><category term='share'/><category term='sequestro'/><category term='diaz'/><category term='conflitto'/><category term='corruzione'/><category term='islam'/><category term='mafia'/><category term='grande fratello'/><category term='corriere'/><category term='pornografia'/><category term='democrazia'/><category term='statistica'/><category term='velina'/><category term='Fiat'/><category term='tortura'/><category term='crisi'/><category term='insurrezione'/><category term='soru'/><category term='vergogna'/><category term='sciacallaggio'/><category term='pubblicità'/><category term='carcere'/><category term='pantera'/><category term='libertà di stampa'/><category term='terremoto'/><category term='berlusconizzazione'/><category term='obama'/><category term='copyright'/><category term='analfabetismo'/><category term='onomaturgia'/><category term='moloch'/><category term='matrix'/><category term='ecologia'/><category term='bucaniere'/><category term='satira'/><category term='internet'/><category term='reddito'/><category term='TGV'/><category term='tv'/><category term='campagne'/><category term='Luther Blissett'/><category term='P2P'/><category term='berlusconi'/><category term='br'/><category term='censura'/><category term='pirati'/><category term='lobby'/><title type='text'>Lingua di Terra</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>25</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-6211723314336464958</id><published>2009-10-19T21:43:00.031+02:00</published><updated>2009-10-20T09:55:40.070+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='br'/><title type='text'>Brigate Berlusconi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/StzN3JJJs2I/AAAAAAAAAXU/rxJ-Awb5rqo/s1600-h/brigate-berlusconi.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 238px; height: 171px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/StzN3JJJs2I/AAAAAAAAAXU/rxJ-Awb5rqo/s320/brigate-berlusconi.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394412800913814370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Il volantino di minacce terroristiche al governo, ritrovato sabato, è stato subito giudicato inattendibile dalla Digos e dallo stesso Fini. Eppure domenica occupava le prime pagine dei quotidiani. Un'analisi del testo permette di decodificarne la matrice culturale. Che non è di sinistra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bollato come inattendibile dagli inquirenti e liquidato da Fini come il “delirio di un folle”, il sedicente volantino “brigatista” che sabato minacciava i membri del governo ha conquistato ugualmente, domenica, le prime pagine dei principali quotidiani. Bondi e Feltri si sono così lanciati nell’ennesima campagna allarmistica di vittimizzazione del premier, mentre l’Anm, che aveva appena dichiarato lo stato di agitazione contro il governo, si è trovata costretta all’ennesima tregua per esprimere la propria solidarietà a Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, l’analisi del testo, pubblicato integralmente sull’&lt;a href="http://www.unita.it/news/89903/ecco_il_testo_del_volantino_di_minacce"&gt;Unità&lt;/a&gt; online, permette non solo di accertare che non si tratta di un volantino brigatista, ma anche di mettere decisamente in dubbio che provenga da ambienti antigovernativi. Ecco perché.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.unita.it/img/upload/image/FOTO%20FUORI%20MISURA/VOLANTINOXCESARE.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 10pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 402px; height: 600px;" src="http://www.unita.it/img/upload/image/FOTO%20FUORI%20MISURA/VOLANTINOXCESARE.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Titolo e firma, anzitutto. “No al colpo di stato, sì alla rivoluzione - Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente”. E’ curioso che un gruppo di estrema sinistra, quale che sia il suo livello di incoscienza, accolga nel titolo, senza commento, l’analisi politica del governo, secondo cui sarebbe imminente un colpo di stato. E’ anche bizzarro che un simile gruppo si auto-definisca dandosi come obiettivo il “comunismo combattente”. Sono certo esistiti “partiti comunisti combattenti” e “nuclei combattenti per il comunismo”, ma immaginare che il “comunismo” come tale possa essere “combattente” è piuttosto strano per chi lo assuma come una meta ideale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Veniamo all’esordio. “La Corte Costituzionale ha fatto la sua scelta e siccome il Presidente del consiglio non vuole dimettersi, noi diciamo basta”. Qui è sorprendente che un gruppo rivoluzionario clandestino esordisca rivendicando una sentenza della Corte Costituzionale, istituzione dello "stato borghese" che come tale dovrebbe considerare indegna di qualsivoglia riconoscimento. Lasciamo stare che "noi diciamo basta" non è precisamente uno slogan insurrezionale. Resta evidente che solo nelle fantasie notturne dei berlusconiani le BR sono contigue alla Corte Costituzionale al punto da aprire i propri comunicati inneggiando alle sue sentenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si prosegue. “Questa volta però siamo intervenuti non per fare esplodere bombe qua e là colpendo innocenti… ma una vera e propria rivoluzione armata come quella di Cuba…”. E’ inverosimile che un simile gruppo, armato o parolaio che sia, definisca le sue stesse azioni come attacchi ad “innocenti”, cioè si auto-accusi usando i termini della propaganda a lui avversa. Senza contare che l’uso delle bombe non appartiene alla tradizione brigatista, caratterizzando piuttosto il terrorismo nero ed islamico. Infine il riferimento a Cuba è fin troppo usurato oggi per significare ancora qualcosa a livello simbolico. Insomma è improbabile che un militante di estrema sinistra possa mettere insieme in poche righe tutte queste incongruenze, mentre è probabile che lo faccia uno scrivente estraneo all’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’inverosimile si passa poi al farsesco quando le sedicenti Brigate Rivoluzionarie abbozzano possibili scenari di collaborazione con gli “ex compagni del Pd”, con i “compagni segretari dei vari partiti comunisti” e addirittura con Barack Obama. Questi temibili neo-marxisti-leninisti sembrano insomma ignorare, non solo che gli Stati Uniti sono il centro dell’economia capitalistica (e come tali nemici giurati di qualsivoglia “comunista combattente”), ma anche che gli eredi istituzionali del vecchio Pci sono stati e sono tra i più acerrimi nemici del terrorismo rosso in Italia. Nessun militante di sinistra potrebbe mai immaginare una complementarietà politica tra la lotta armata delle BR e le manifestazioni di piazza del Pd: è un’associazione surreale, possibile solo nelle fantasie di uno spettatore del Tg4, totalmente estraneo all’uno come all’altro ambito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il volantino si conclude con un ultimatum a Berlusconi, Fini e Bossi: “se volete evitare un nuovo 8 settembre, entro le ore 23:59 di venerdì 16 ottobre dimettetevi, lasciate la politica e il primo si consegni alla giustizia comune, perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile”. I presunti nipotini di Lenin si rivelano dunque privi di ogni acume strategico: Fini e Berlusconi sono ai ferri corti, Berlusconi rischia di restare isolato, e loro che fanno? Li minacciano entrambi, giusto per ricompattare il governo. Per fortuna Fini ha smesso di credere alle favole ed ha stoppato sul nascere ogni geremiade “sul nulla” di queste minacce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa però è certa. Il misterioso volantino sembra fatto apposta per dare ragione alle più inquietanti visioni di Silvio Berlusconi. Dietro i suoi numerosi processi penali si staglierebbe minacciosa l’ombra - non tanto della mafia, della corruzione giudiziaria, della frode fiscale, del falso in bilancio, dell’estorsione e della truffa aggravata ai danni dello stato, come qualcuno potrebbe ritenere - ma bensì delle sanguinarie Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente che, nei secoli fedeli a Walter Veltroni, a Niki Vendola e soprattutto alla Corte Costituzionale, sono pronte a scatenare, dopodomani verso le tre e un quarto, una nuova insurrezione nazionale. Paura, eh?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-6211723314336464958?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/6211723314336464958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/10/brigate-berlusconi.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6211723314336464958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6211723314336464958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/10/brigate-berlusconi.html' title='Brigate Berlusconi'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/StzN3JJJs2I/AAAAAAAAAXU/rxJ-Awb5rqo/s72-c/brigate-berlusconi.gif' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-4984368667946492881</id><published>2009-09-14T11:26:00.012+02:00</published><updated>2009-09-14T12:40:30.628+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='statistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>Basta PIL, ci vuole il PNN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.thechangeblog.com/wp-content/uploads/2007/09/wealth.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 245px; height: 245px;" src="http://www.thechangeblog.com/wp-content/uploads/2007/09/wealth.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;La Francia propone di rivoluzionare le statistiche economiche internazionali: misurarando il benessere delle popolazioni insieme alla produzione economica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedi 14 settembre, nel primo anniversario della caduta di Lehman Brothers, la Commissione nazionale francese per la misura delle performance economiche ha consegnato al presidente Nicolas Sarkozy il suo rapporto conclusivo. L'idea-chiave del documento, firmato dai premi nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen e da Jean-Paul Fitoussi, è di mettere maggiormente l'accento sulla misura del benessere delle popolazioni piuttosto che su quella della produzione economica. Al prodotto interno lordo (PIL) si preferisce quindi il prodotto nazionale netto (PNN), che prende in considerazione gli effetti del deprezzamento del capitale in tutte le sue dimensioni: naturale, umano, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://lemondedissident.20minutes-blogs.fr/media/01/01/162420727.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 10pt 0px 10px 10pt; float: right; cursor: pointer; width: 270px; height: 215px;" src="http://lemondedissident.20minutes-blogs.fr/media/01/01/162420727.JPG" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si tratta di mettere fine alle aberrazioni del PIL, che ad esempio aumenta in caso di catastrofi naturali, perché contabilizza le spese di ricostruzione ma non i costi della catastrofe stessa. Questa "cecità" delle statistiche basate sul PIL è considerata tra le cause della crisi attuale, mentre tra le soluzioni viene indicata la realizzazione di un sistema di rilevazioni statistiche che valorizzi meno le performance di breve periodo e più la sostenibilità sul lungo periodo. La presidenza francese ha fatto proprio il contenuto del rapporto e lo proporrà a partire da questo autunno in tutte le sedi internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.lemonde.fr/planete/article/2009/09/14/la-france-prone-une-nouvelle-mesure-des-richesses_1239958_3244.html#ens_id=1239952"&gt;Le Monde 14.09.09&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-4984368667946492881?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/4984368667946492881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/09/basta-pil-arriva-il-pnn.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/4984368667946492881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/4984368667946492881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/09/basta-pil-arriva-il-pnn.html' title='Basta PIL, ci vuole il PNN'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-3905311214586134398</id><published>2009-08-15T23:49:00.021+02:00</published><updated>2009-08-16T12:09:08.317+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mafia'/><title type='text'>Il barbatrucco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SodBieKgTlI/AAAAAAAAAXI/ulgnOkZXX_o/s1600-h/1-berlusconi-fazzoletto-01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 226px; height: 151px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SodBieKgTlI/AAAAAAAAAXI/ulgnOkZXX_o/s320/1-berlusconi-fazzoletto-01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5370333141131087442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A poche settimane dalla riapertura delle &lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/07/19/la_mafia_parla_lo_stato_tace.html"&gt;indagini&lt;/a&gt; sulle stragi di mafia del '92-'93, che lo hanno già visto coinvolto una &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/1999/settembre/30/Stragi_mafia_indagini_Berlusconi_co_0_9909305582.shtml"&gt;volta&lt;/a&gt;, e dalla pubblicazione della &lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/07/08/silvio_e_la_mafia_la_lettera.html"&gt;lettera&lt;/a&gt; del '94 con cui l'ex-capo della mafia Bernardo Provenzano gli prometteva il proprio appoggio politico in cambio di spazi televisivi, il Presidente del Consiglio mette in scena una roboante &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_agosto_15/berlusconi_viminale_conferenza_stampa_de8d0ff6-897e-11de-a4ad-00144f02aabc.shtml"&gt;campagna&lt;/a&gt; "contro la mafia e le forze del male" per rifarsi il trucco e confondere gli identikit giudiziari che nuovamente lo chiamano in causa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano della strategia linguistica la tecnica è ormai collaudata: Berlusconi rivolge per primo ai suoi avversari - non importa se fondatamente o meno - le accuse che loro potrebbero rivolgere a lui, in modo da "bruciarle" mediaticamente. In questo caso, annuncia "l'antimafia delle leggi contro l'animafia delle chiacchiere", proprio perché sa che la sua campagna rischia di essere liquidata come un "antimafia delle chiacchiere", cioè una trovata puramente mediatica, senza riscontro nella sua politica reale, che da anni favorisce la criminalità organizzata (fino al recente "scudo fiscale"). Spendendo per primo la parola "chiacchiere" in un falso moto di indignazione, Berlusconi impedisce che altri possano rivolgerla a lui, pena il rischio di risultare ripetitivi e di non "fare notizia". Lo scopo di queste accuse quindi non è quello di denunciare le malfatte vere o presunte dei suoi avversari, ma quello di togliere loro, letteralmente, le parole di bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito, il riassunto delle puntate precedenti in un video di Marco Travaglio e in quattro suoi recenti articoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vZ34hOjNDFI&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vZ34hOjNDFI&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smemoratezze di Mancino e Violante (&lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/08/07/verbo_violare_participio_prese.html"&gt;VoglioScendere&lt;/a&gt; 07.08.09)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ayala smentisce Mancino sull'incontro con Borsellino (&lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/08/04/copasir_se_ci_sei_batti_un_col.html"&gt;VoglioScendere&lt;/a&gt; 04.08.09)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esternazioni di Mancino, Violante, Ayala e Martelli (&lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/07/28/memento_mori.html"&gt;VoglioScendere&lt;/a&gt; 28.07.09)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esternazioni di Riina e Ciancimino jr (&lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/07/19/la_mafia_parla_lo_stato_tace.html"&gt;VoglioScendere&lt;/a&gt; 19.07.09)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-3905311214586134398?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/3905311214586134398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/08/il-padrino-e-il-barbatrucco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3905311214586134398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3905311214586134398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/08/il-padrino-e-il-barbatrucco.html' title='Il barbatrucco'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SodBieKgTlI/AAAAAAAAAXI/ulgnOkZXX_o/s72-c/1-berlusconi-fazzoletto-01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-6865920208050489773</id><published>2009-07-14T12:53:00.006+02:00</published><updated>2009-07-14T13:08:49.231+02:00</updated><title type='text'>OpenDNS contro il decreto Alfano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_2xY61BBOvW8/SlxCh17ow7I/AAAAAAAABXk/aBRLWDJXFdI/s200/open-dns-logo.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 79px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_2xY61BBOvW8/SlxCh17ow7I/AAAAAAAABXk/aBRLWDJXFdI/s200/open-dns-logo.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Il blog &lt;a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/07/gli-autori-di-questo-blog-di-comune.html"&gt;Metilparaben&lt;/a&gt; dirama le istruzioni su come utilizzare Open DNS per aggirare la censura web prevista dal decreto Alfano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Gli autori di questo blog... hanno scelto una forma di iniziativa diversa dallo sciopero per contrapporsi al decreto Alfano... iniziamo da oggi a dare alcuni consigli per contrastare gli effetti di una legge che, almeno fino a quando non verrà bollata come incostituzionale, restringerà la nostra libertà d'azione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio per ovviare a questo problema, da alcuni anni è sorto Open DNS, un servizio che, tramite server decentrati, offre liberamente i propri DNS allo scopo di creare un servizio di risoluzione di nomi in indirizzi internet (DNS) che non sia controllato da governi o enti militari, al fine di evitare censure, vincoli e controlli sul traffico internet e sui suoi contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per semplificare ulteriormente potremmo dire che, impostando sulla vostra connessione i protocolli di OpenDNS, le vostre richieste non arriveranno più sul database del gestore di servizi che state utilizzando, ma verranno dirottate verso il database di OpenDNS: la cosa vi permetterà quindi di raggiungere in modo automatico e senza vincoli qualsiasi sito venga oscurato, utilizzando questo metodo ormai ampiamente diffuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come impostare gli Open DNS?&lt;br /&gt;&lt;p&gt;1) Andate su &lt;i&gt;pannello di controllo&lt;/i&gt;..." (Continua a leggere su &lt;a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/07/gli-autori-di-questo-blog-di-comune.html"&gt;Metilparaben&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-6865920208050489773?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/6865920208050489773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/07/opendns-contro-alfano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6865920208050489773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6865920208050489773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/07/opendns-contro-alfano.html' title='OpenDNS contro il decreto Alfano'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_2xY61BBOvW8/SlxCh17ow7I/AAAAAAAABXk/aBRLWDJXFdI/s72-c/open-dns-logo.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-7177340713903286280</id><published>2009-06-03T12:20:00.043+02:00</published><updated>2009-06-04T00:29:11.344+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='islam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconizzazione'/><title type='text'>Obama al Cairo perché Roma intenda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SiZc5S62JMI/AAAAAAAAAUU/7vgeBGq4ND4/s1600-h/obama-lincoln.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 185px; height: 254px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SiZc5S62JMI/AAAAAAAAAUU/7vgeBGq4ND4/s320/obama-lincoln.jpg" alt="" title="Primo presidente nero, Barack Obama è avvicinato ad Abramo Lincoln, che abolì la schiavitù nel 1865" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343060147322627266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;L'apertura del dialogo con il mondo musulmano è l'occasione per ricordare alle potenze occidentali l'abbiccì dei loro valori fondativi. Soprattutto all'Italia, recentemente declassata a Paese parzialmente libero, ribattezzata "Berlusconistan" dal Time e accusata di aver reintrodotto le leggi razziali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Democrazia, legalità, rispetto della legge, libertà di parola, libertà di religione: non sono semplicemente principi dell'Occidente, ma principi universali, che loro possono abbracciare". Nell'intervista rilasciata l'altro ieri a Justin Webb per la &lt;a href="http://www.bbc.co.uk/blogs/thereporters/justinwebb/2009/06/an_interview_with_president_ob.html"&gt;BBC&lt;/a&gt; e riproposta oggi da &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/obama-presidenza-8/intervista-medioriente/intervista-medioriente.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, Obama si riferisce al mondo musulmano,&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;cui indirizzerà domani dal Cairo un atteso discorso di riconciliazione, fidando nel potere simbolico della sua identità meticcia e della sua origine musulmana. Ma se con "loro" si intendessero gli italiani, l'affermazione non farebbe una piega. La lista dei valori occidentali pare infatti concepita per parlare, al tempo stesso, al Medio Oriente e alle potenze occidentali dell'area: prima fra tutte l'Italia, che per l'opinione pubblica internazionale sta dando segni sempre più pericolosi di un tradimento di questi valori, in favore di atteggiamenti non dissimili da quelli del dispotismo orientale.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SiZ7dbgLQfI/AAAAAAAAAUc/-yzdqv13X4g/s1600-h/berlusconistan-bn.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 10pt 0px 10px 10pt; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SiZ7dbgLQfI/AAAAAAAAAUc/-yzdqv13X4g/s320/berlusconistan-bn.jpg" alt="" title="Maschilismo, classismo, autoritarismo, censura avvicinano Berlusconi al mullah Omar" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343093753450807794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto solo parziale della libertà di stampa - che secondo &lt;a href="http://linguaditerra.blogspot.com/2009/05/il-popolo-della-parziale-liberta-di.html"&gt;Freedom House&lt;/a&gt; apparenta appunto l'Italia a Paesi come l'Egitto e la Turchia; violazione dei diritti umani - con la pratica dei respingimenti censurata dalla &lt;a href="http://www.fidh.org/Cour-europeenne-des-droits-de-l,2417"&gt;Corte europea dei diritti dell'uomo&lt;/a&gt; e con il ritorno alle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;leggi razziali&lt;/span&gt; denunciato anche da &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_10/Famiglia_Cristiana_leggi_razziali_Maroni_contrattacca_e_querela_marco_cremonesi_99a43870-f747-11dd-8e36-00144f02aabc.shtml"&gt;Famiglia Cristiana&lt;/a&gt;; instaurazione di un regime autocratico e personalistico con attacco quotidiano alla divisione dei poteri dello stato - additato internazionalmente, tra gli altri, da &lt;a href="http://italiadallestero.info/archives/3246"&gt;El Pais&lt;/a&gt;; esibizione impunita di pratiche nepotistiche, clientelari e corruttive, allegramente intrecciate a un mercimonio maschilista della sessualità femminile - che hanno permesso al &lt;a href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1901624,00.html"&gt;Time&lt;/a&gt; di ribattezzare l'Italia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Berlusconistan &lt;/span&gt;e all'&lt;a href="http://www.independent.co.uk/news/world/europe/acceptable-face-of-fascism-may-cost-berlusconi-victory-808488.html"&gt;Indipendent&lt;/a&gt; di parlare di&lt;span style="font-style: italic;"&gt; fascism, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sultan&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;harem&lt;/span&gt;. Ecco il ritratto dell'Italia che Obama non può non tenere presente, affacciandosi sulle sponde del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mare Nostrum,&lt;/span&gt; dove la Penisola rappresenta da sempre un avamposto della civiltà occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Obama è il presidente di un'America che, dopo otto anni di guerra al terrorismo, si è accorta di aver smarrito sé stessa nel perverso gioco di specchi, causato dall'odio e dalla paura, che può trasformare un combattente nell'alter-ego del proprio nemico. Ora l'America sembra essere rinsavita, ma la periferia italiana dell'Impero è rimasta prigioniera di quel labirinto di illusioni. L'odio dei "clandestini" ha proiettato un'orda di pregiudicati al governo. La paura del velo islamico, simbolo di un patriarcato desueto, ha installato al centro della scena un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;harem&lt;/span&gt; patriarcale senza veli. Il razzismo ha trasformato la "brava gente" in una razza spregevole, cui i governi stranieri esitano ad accordare, sotto elezioni, il proprio appoggio negli affari economici. Il disprezzo verso i poveri e i lavoratori, che si traduce da anni in riduzioni salariali, ha minato la domanda interna, e sprofonda ogni giorno di più la classe media nelle condizioni di miseria che ieri forse dileggiava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una vertiginosa spirale autodistruttiva, solo malamente dissimulata dalla censura, quella che il berlusconismo ha instaurato in Italia. Inappuntabilmente, il &lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/9f53066a-4a22-11de-8e7e-00144feabdc0.html?nclick_check=1"&gt;Financial Times&lt;/a&gt; dipinge&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt; Berlusconi come "un pericolo in primo luogo per l'Italia, e un esempio negativo per tutti".&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt; Stabilizzare il Medio Oriente oggi comporta il porre un argine a questa vertigine. Il discorso di Obama al Cairo sarà pronunciato anche perché Roma intenda.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-7177340713903286280?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/7177340713903286280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/06/obama-al-cairo-perche-roma-intenda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/7177340713903286280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/7177340713903286280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/06/obama-al-cairo-perche-roma-intenda.html' title='Obama al Cairo perché Roma intenda'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SiZc5S62JMI/AAAAAAAAAUU/7vgeBGq4ND4/s72-c/obama-lincoln.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-2746983053173694404</id><published>2009-05-28T21:09:00.032+02:00</published><updated>2009-05-31T14:27:48.354+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TGV'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carcere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='insurrezione'/><title type='text'>Un rivoluzionario a piede libero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sh7oPg7nA9I/AAAAAAAAAUE/1AjtJRtc078/s1600-h/liberation-coupat.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 225px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sh7oPg7nA9I/AAAAAAAAAUE/1AjtJRtc078/s400/liberation-coupat.jpg" alt="" title="Libération aveva denunciato la montatura poliziesca giocando sulla paronomasia tra 'Coupat' e 'coupable': un colpevole ideale" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340961561343624146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Liberato oggi verso le 17 Julien Coupat, leader della comune di Tarnac, nella Francia centrale, considerata responsabile di sabotaggi ai treni ad alta velocità. Imprigionato senza prove il 15 novembre con l'accusa di terrorismo, si è guadagnato le simpatie della stampa francese, nonostante le sue posizioni apertamente insurrezionaliste. Ne traduciamo l'ultima intervista rilasciata a Le Monde dal carcere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;Da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Le Monde&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt; 25.05.2009. Titolo originale: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;« &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Julien Coupat : 'La prolongation de ma détention est une petite vengeance' »&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;. Intervista a cura di Isabelle Mandraud e Caroline Monnot.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come vive la sua detenzione ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto bene grazie. Flessioni, corsetta, lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Può ricordarci le circostanze del suo arresto ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una banda di giovani incappucciati e armati fino ai denti si è introdotta a casa nostra con l’effrazione. Ci hanno minacciati, ammanettati e portati via, non senza aver preliminarmente fracassato tutto. Ci hanno rapiti a bordo di potenti bolidi circolanti a più di 170 km/h in media sull'autostrada. Nelle loro conversazioni, ritornava spesso un certo Sig. Marion [ex capo della polizia antiterrorista] le cui virili manifestazioni li divertivano alquanto, come quella che consisteva nello schiaffeggiare in tutta ilarità uno dei suoi colleghi, nel bel mezzo di una festa di congedo. Ci hanno sequestrato per quattro giorni in una delle loro « prigioni del popolo » stordendoci di domande la cui assurdità faceva a gara con l’oscenità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che sembrava essere il cervello dell’operazione si scusava vagamente di tutto questo circo spiegando che era colpa dei « servizi », lassù, dove si agitava gente di ogni tipo che ce l’aveva molto con noi. In questo momento i miei rapitori son ancora a piede libero. Certi fatti di cronaca recenti attesterebbero addirittura che continuano ad infierire in tutta impunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I sabotaggi sulle linee SNCF in Francia sono stati rivendicati in Germania. Cosa dice in proposito ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento del nostro arresto, la polizia francese è già in possesso del comunicato che rivendica, oltre ai sabotaggi che vorrebbe attribuirci, altri attacchi sopravvenuti simultaneamente in Germania. Questo volantino presenta numerosi inconvenienti : è stato imbucato ad Hannover, redatto in tedesco e inviato esclusivamente a giornali d’oltre-Reno, ma soprattutto non quadra con la favola mediatica sul nostro conto, quella del piccolo nucleo di fanatici che portano l’attacco al cuore dello Stato agganciando tre pezzi di ferro a delle catenarie. Hanno avuto cura, in seguito, di non menzionare troppo questo comunicato, né nel procedimento, né nella pubblica menzogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero che il sabotaggio delle linee del treno vi perde gran parte della sua aura di mistero : si trattava semplicemente di protestare contro il trasporto verso la Germania per via ferroviaria di scorie nucleari ultra-radioattive e di denunciare di passaggio la grande truffa della « crisi ». Il comunicato si conclude con un molto ferroviario « ringraziamo i viaggiatori coinvolti per la loro comprensione ». Che tatto, comunque, questi « terroristi » !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si riconosce nelle qualifiche di « movimento anarco-autonomo » e di « ultrasinistra » ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi permetta di fare un passo in dietro. Viviamo attualmente, in Francia, la fine di un periodo di congelamento storico il cui atto fondatore fu l’accordo stipulato tra gollisti e stalinisti nel 1945 per disarmare il popolo con il pretesto di « evitare una guerra civile ». I termini di questo patto potrebbero formularsi così per far presto : mentre la destra rinunciava ai suoi accenti apertamente fascisti, la sinistra abbandonava dal canto suo ogni seria prospettiva di rivoluzione. Il vantaggio di cui gode e su cui gioca, da quattro anni, la cricca sarkozista è di aver preso l’iniziativa, unilateralmente, di rompere questo patto, ricollegandosi « senza complessi » ai classici della pura reazione – sui folli, la religione, l’Occidente, l’Africa, il lavoro, la storia di Francia, o l’identità nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questo potere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in guerra&lt;/span&gt; che osa pensare strategicamente e dividere il mondo in amici, nemici e residui trascurabili, la sinistra resta paralizzata. E’ troppo vile, troppo compromessa, e per dirla tutta, troppo screditata per opporre la minima resistenza a un potere che, lei, non osa trattare da nemico e che conquista ad uno ad uno i più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;furbi&lt;/span&gt; dei suoi elementi. Quanto all’estrema sinistra alla Besancenot, quali che siano i suoi punteggi elettorali, ed anche se fuoriuscisse dallo stato gruppuscolare in cui vegeta da sempre, essa non ha prospettive più desiderabili da offrire che un grigiume sovietico appena ritoccato su Photoshop. Il suo destino è di deludere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sfera della rappresentazione politica, il potere costituito non ha dunque nulla da temere, da nessuno. E non sono certo le burocrazie sindacali, più vendute che mai, che lo importuneranno, loro che da due anni danzano con il governo un balletto così osceno. In queste condizioni, la sola forza che sia in grado di impensierire la gang sarkozista, il suo solo nemico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;reale&lt;/span&gt; in questo Paese, è la strada: la strada e le sue antiche inclinazioni rivoluzionarie. Lei sola, di fatto, nei tumulti che hanno seguito il secondo turno del rito plebiscitario del maggio 2007, ha saputo sollevarsi per un istante all’altezza della situazione. Lei sola, alle Antille o nelle recenti occupazioni di aziende o di università, ha saputo far intendere un’altra voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa analisi sommaria del teatro delle operazioni ha dovuto imporsi abbastanza presto se i Servizi facevano apparire sin da giugno 2007, sotto la penna di giornalisti al seguito (e in particolare su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le Monde&lt;/span&gt;) i primi articoli svelanti il terribile pericolo che gli « anarco-autonomi » farebbero pesare su tutta la vita sociale. Si attribuiva loro, per cominciare, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l’organizzazione dei tumulti spontanei&lt;/span&gt; che hanno, in tante città, salutato il « trionfo elettorale » del nuovo presidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa favola degli « anarco-autonomi », si è disegnato il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;profilo della minaccia&lt;/span&gt; al quale il ministro dell’interno si è poi docilmente impegnato, tra arresti mirati e retate mediatiche, a conferire un po’ di carne e qualche volto. Quando non si riesce più a contenere ciò che deborda, gli si può ancora assegnare una casella e incarcerarvelo. Ora, quella di « casseur », in cui si incrociano ormai alla rinfusa gli operai di Clairoix, i ragazzini dei casermoni di periferia, gli studenti picchettatori e i manifestanti dei controvertici, certo sempre efficace nella gestione della pacificazione sociale, permette di criminalizzare degli atti, non delle esistenze. Ma è appunto intenzione del nuovo potere attaccare ormai il proprio nemico in quanto tale, senza attendere che si esprima. Tale è la vocazione delle nuove categorie della repressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco importa, in fin de’ conti, che non si trovi nessuno in Francia che si  riconosca « anarco-autonomo », né che l’ultrasinistra sia una corrente politica che ebbe la sua ora di gloria negli anni ’20 e che non ha, in seguito, mai prodotto altro che inoffensivi volumi di marxologia. Del resto, la recente fortuna del termine « ultrasinistra » che ha permesso a certi giornalisti frettolosi di catalogare senza colpo ferire gli insorti greci del dicembre scorso deve molto al fatto che nessuno sappia cosa fu l’ultrasinistra, neanche che sia mai esistita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, e in previsione dei debordamenti destinati a sistematizzarsi, di fronte alle provocazioni di una oligarchia mondiale e francese colle spalle al muro, l’utilità poliziesca di queste categorie non dovrebbe più ammettere discussioni. Difficile predire, tuttavia, quale tra « anarco-autonomo » e « ultrasinistra » strapperà infine il plauso dello Spettacolo, allo scopo di relegare nell’inesplicabile una rivolta che tutto ormai giustifica perfettamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La polizia la considera il capo di un gruppo sul punto di precipitare nel terrorismo. Che ne pensa ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’imputazione così patetica non può che dipendere da un regime sul punto di precipitare nel nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che significa per lei la parola « terrorismo » ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente permette di spiegare perché il dipartimento dell’informazione e della sicurezza algerino, sospettato di aver orchestrato, con il beneplacito della DST, l’ondata di attentati del 1995, non sia classificato tra le organizzazioni terroriste internazionali. Niente permette di spiegare nemmeno l’improvvisa trasmutazione del « terrorista » in eroe della Liberazione, in interlocutore frequentabile per gli accordi di Evian, in poliziotto irakeno o in « talibano moderato » dei nostri giorni, secondo i gusti alterni della dottrina strategica americana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente, se non la sovranità. E’ sovrano, in questo mondo, chi designa il terrorista. Chi rifiuta di aver parte a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questa&lt;/span&gt; sovranità si guarderà bene dal rispondere alla sua domanda. Chi ne bramerà qualche briciola si concederà prontamente. Chi non soffoca di malafede troverà alquanto istruttivo il caso di quei due ex-« terroristi », divenuti l’uno primo ministro d’Israele, l’altro presidente dell’Autorità palestinese, ed aventi entrambi ricevuto, per giunta, il Premio Nobel per la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  vaghezza che circonda la qualifica di « terrorismo », l’impossibilità manifesta di definirlo non attengono a qualche lacuna provvisoria della legislazione francese : esse sono a fondamento di una cosa che può essere benissimo definita : l’antiterrorismo, di cui formano piuttosto la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;condizione di funzionamento&lt;/span&gt;. L’antiterrorismo è una tecnica di governo che affonda le sue radici nella vecchia arte della contro-insurrezione, della guerra detta « psicologica », per rimanere educati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’antiterrorismo, contrariamente a ciò che vorrebbe insinuare il termine, non è un mezzo di lottare contro il terrorismo, è il metodo con cui si produce, positivamente, il nemico politico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in quanto terrorista&lt;/span&gt;. Si tratta, attraverso tutta una ridda di provocazioni, infiltrazioni, sorveglianza, intimidazione e propaganda, attraverso tutta una scienza della manipolazione mediatica, dell’ « azione psicologica », della fabbricazione di prove e di crimini, attraverso la fusione anche del poliziesco e del giudiziario, d’annientare la « minaccia sovversiva » associando, in seno alla popolazione, il nemico interno, il nemico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politico&lt;/span&gt; e il sentimento del terrore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’essenziale, nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;guerra moderna&lt;/span&gt;, è questa « battaglia dei cuori e delle menti » in cui tutti i colpi sono permessi. Il procedimento elementare, qui, è invariabile : &lt;span style="font-style: italic;"&gt;individuare&lt;/span&gt; il nemico allo scopo di separarlo dal popolo e dalla ragione comune, esibirlo sotto le sembianze del mostro, diffamarlo, umiliarlo pubblicamente, incitare i più vili a coprirlo di sputi, incoraggiarli all’odio. « &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La legge deve essere utilizzata semplicemente come un’altra arma nell’arsenale del governo e in questo caso non rappresenta niente di più che una copertura di propaganda per sbarazzarsi di membri indesiderabili del pubblico. Per il massimo di efficacia, converrà che la attività dei servizi giudiziari siano legati allo sforzo di guerra nel modo più discreto possibile&lt;/span&gt; », consigliava già, nel 1971, il generale di brigata Frank Kitson [ex-generale dell'esercito britannico, teorico della guerra contro-insurrezionale], che ne sapeva qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta tanto, nel nostro caso, l’antiterrorismo ha fatto cilecca. Non si è pronti, in Francia, a lasciarsi terrorizzare da noi. Il prolungamento della mia detenzione per una durata « ragionevole » è una piccola vendetta ben comprensibile, visti i mezzi mobilitati e la profondità del fallimento ; come è comprensibile l’accanimento un po’ meschino dei « servizi », dopo l’11 novembre, nell’attribuirci tramite la stampa le malefatte più fantasiose, o nel tampinare fino all’ultimo dei nostri compagni. Quanto questa logica di rappresaglia ha presa sull’istituzione poliziesca e sul cuoricino dei giudici, ecco ciò che avranno avuto il merito di rivelare, in questi ultimi tempi, gli arresti cadenzati degli « amici di Julien Coupat ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna dire che alcuni si giocano, in questo affare, un pezzo intero della loro lamentevole carriera, come Alain Bauer [criminologo], altri il lancio dei loro nuovi servizi, come il povero Sig. Squarcini [direttore centrale dell’informazione interna], altri ancora la credibilità che non hanno mai avuto e che non avranno mai, come Michèle Alliot-Marie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei viene da un ambiente molto agiato che avrebbe potuto orientarla in un’altra direzione...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« V’è della plebe in tutte le classi » (Hegel).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perché Tarnac ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo, può capire. Se non capisce, niente potrà spiegarglielo, temo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei si definisce un intellettuale ? Un filosofo ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La filosofia nasce come lutto chiacchierone della saggezza originaria. Platone intende già la parola di Eraclito come sfuggita a un mondo scomparso. Nell’epoca dell’intellettualità diffusa, non si vede cosa « intellettuale » potrebbe specificare, se non non l’estensione che separa, in lui, la facoltà di pensare dall’attitudine a vivere. Tristi titoli, in verità, e nient’altro. Ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;per chi&lt;/span&gt;, appunto, bisognerebbe definirsi ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E’ lei l’autore del libro &lt;a href="http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/linsurrezione-che-viene.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’insurrezione che viene&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ l’aspetto più formidabile di questo procedimento : un libro riversato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;integralmente&lt;/span&gt; nel fascicolo dell’inchiesta, interrogatori in cui si cerca di farvi dire che vivete come è scritto nell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Insurrezione che viene&lt;/span&gt;, che manifestate come è preconizzato nell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Insurrezione che viene&lt;/span&gt;, che sabotate linee di treni per commemorare il colpo di stato bolscevico dell’ottobre 1917, visto che è menzionato nell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Insurrezione che viene&lt;/span&gt;, e un editore convocato dai servizi antiterrorismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A memoria francese, non s’era visto da molto tempo che il potere avesse paura &lt;span style="font-style: italic;"&gt;per colpa di un libro&lt;/span&gt;. Si era piuttosto abituati a ritenere che, fintanto che l’estrema sinistra fosse occupata a scrivere, almeno non avrebbe fatto la rivoluzione. I tempi cambiano, questo è certo. La serietà della storia fa ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che fonda l’accusa di terrorismo rivoltaci è il sospetto della coincidenza di un pensiero e di una vita ; ciò che fa l’associazione a delinquere è il sospetto che questa coincidenza non sarebbe lasciata all’eroismo individuale, ma sarebbe l’oggetto di un’attenzione comune. Negativamente, ciò significa che non si sospetta nessuno, di coloro che firmano col loro nome tante critiche feroci del sistema attuale, di mettere in pratica la benché minima delle loro ferme risoluzioni ; l’affronto è grave. Purtroppo, io non sono l’autore dell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Insurrezione che viene&lt;/span&gt; – e tutto questo affare dovrebbe piuttosto convincerci definitivamente del carattere essenzialmente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;poliziesco&lt;/span&gt; della funzione-autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne sono, per contro, un lettore. Rileggendolo, non più tardi di una settimana fa, ho meglio compreso il rabbioso accanimento isterico che si esercita, nelle alte sfere, per perseguirne i presunti autori. Lo scandalo di questo libro è che tutto ciò che vi figura è rigorosamente, catastroficamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vero&lt;/span&gt;, e non cessa di verificarsi ogni giorno di più. Giacché ciò che si verifica, sotto le apparenze di una « crisi economica », di un « crollo della fiducia », di un « rifiuto di massa delle classi dirigenti » è proprio la fine di una civiltà, l’implosione di un paradigma : quello del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;governo&lt;/span&gt;, che regolava tutto in Occidente – il rapporto degli esseri a loro stessi non meno dell’ordine politico, la religione o l’organizzazione delle imprese. V’è, a tutti i livelli del presente, una gigantesca &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perdita di padronanza&lt;/span&gt; a cui nessuna macumba poliziesca offrirà rimedio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è trafiggendoci di pene detentive, di sorveglianza pignola, di controlli giudiziari e di divieti di comunicare, col motivo che saremmo noi gli autori di questa lucida constatazione, che si farà svanire ciò che è constatato. Il proprio delle verità è di sfuggire, appena enunciate, a coloro che le formulano. Governanti, non vi sarà servito a niente di assicurarci alla giustizia : al contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei sta leggendo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sorvegliare e punire&lt;/span&gt; di Michel Foucault. Quell’analisi le pare ancora pertinente ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prigione è senz’altro il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;piccolo sporco segreto&lt;/span&gt; della società francese, la chiave, e non il margine, dei rapporti sociali più presentabili. Ciò che si concentra qui in un tutto compatto, non è un mucchio di barbari inselvatichiti, come ci si diverte a far credere, bensì l’insieme delle discipline che intessono, all’esterno, l’esistenza cosiddetta « normale ». Sorveglianti, refettori, partite di calcio nel cortile, programmazione del tempo, divisioni, cameratismo, bastone, bruttura delle architetture : bisogna aver soggiornato in prigione per misurare appieno, per esempio, ciò che la scuola, l’innocente scuola della Repubblica, contiene di carcerario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerata sotto questa angolatura inoccultabile, non è la prigione che sarebbe un ricettacolo per i malriusciti della società, ma la società presente che fa l’effetto di una prigione malriuscita. La stessa organizzazione di separazione, la stessa amministrazione della miseria mediante l’hashish, la TV, lo sport e il porno regna dovunque, altrove, sebbene con minor metodicità. In breve, queste alte mura non sottraggono allo sguardo se non questa verità, dalla banalità esplosiva : sono vite ed anime sotto ogni profilo simili, quelle che si trascinano da una parte e dall’altra del filo spinato, e a causa sua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si dà la caccia con tanta avidità alle testimonianze « dall’interno » che esporrebbero infine i segreti che la prigione cela, è per meglio occultare il segreto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che essa è&lt;/span&gt; : quello della vostra servitù, di voi che siete ritenuti liberi mentre la sua minaccia pesa invisibilmente su ciascuno dei vostri gesti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta l’indignazione virtuosa che circonda il marciume delle galere francesi e i loro suicidi a ripetizione, tutta la grossolana contro-propaganda dell’amministrazione penitenziaria che mette in scena per le telecamere secondini votati al benessere del detenuto e direttori del gabbio preoccupati del « senso della pena », insomma : tutto questo dibattito sull’orrore dell’incarcerazione e la necessaria umanizzazione della detenzione è vecchio come la prigione. Fa persino parte della sua efficacia, permettendo di combinare il terrore che essa deve ispirare con il suo statuto ipocrita di castigo « civile ». Il piccolo sistema di spionaggio, di umiliazione e di rapina che lo Stato francese dispone più fanaticamente di qualsiasi altro in Europa attorno al detenuto non è nemmeno scandaloso. Lo Stato lo paga ogni giorno cento volte più caro, nelle sue periferie, ed evidentemente non è che un inizio : la vendetta è l’igene della plebe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la più notevole impostura del sistema giudiziario-penitenziale consiste certamente nel pretendere che esso esisterebbe per punire i criminali mentre non fa che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gestire le illegalità&lt;/span&gt;. Qualunque padrone - e non solo quello di Total -, qualunque presidente di consiglio generale - e non solo quello di Hauts-de-Seine -, qualunque poliziotto sa quanta illegalità ci vuole per esercitare correttamente il proprio mestiere. Il caos delle leggi è tale, al giorno d’oggi, che è bene non cercare troppo di farle rispettare, e l'Antidroga – anche lei – fa bene a limitarsi solo a regolare il traffico, e non a reprimerlo, cosa che sarebbe socialmente e politicamente suicida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La divisione non passa dunque, come vorrebbe la finzione giudiziaria, tra il legale e l’illegale, tra gli innocenti e i criminali, ma tra i criminali che si giudica opportuno perseguire e quelli che si lasciano in pace come richiede la polizza generale della società. La razza degli innocenti è estinta da molto tempo e la pena non è ciò a cui vi condanna la giustizia : la pena &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è la giustizia stessa&lt;/span&gt;, non è dunque questione per i miei compagni e per me, di « reclamare la nostra innocenza », come la stampa si è ritualmente lasciata andare a scrivere, ma di mettere in rotta l’avventurosa offensiva politica rappresentata da tutto questo procedimento infetto. Ecco alcune delle conclusioni alle quali la mente è portata a ricondurre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sorvegliare e punire&lt;/span&gt; partendo dalla Santé [prigione di Parigi]. Non si suggerirà mai abbastanza, visto ciò che i foucaultiani fanno da vent’anni dei lavori di Foucault, di spedirli in pensione, per qualche tempo, da queste parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come analizza ciò che le sta accadendo ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, si sbaglia : ciò che ci accade, ai miei compagni e a me, accade anche a lei. E’ d’altra parte qui la prima mistificazione del potere : nove persone sarebbero perseguite nel quadro di una procedura giudiziaria di « associazione a delinquere di stampo terroristico », e dovrebbero sentirsi particolarmente interessati da questa grave accusa. Ma non v’è un « affaire Tarnac », non più di quanto vi sia un « affaire Coupat » o un « affaire Hazan » [editore dell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Insurrezione che viene&lt;/span&gt;]. Quello che c’è, è un’oligarchia vacillante da ogni punto di vista, che diventa feroce quando si sente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;realmente minacciata&lt;/span&gt;. Il Principe non ha più altro sostegno che la paura che ispira quando la sua vista non eccita più nel popolo che l’odio e il disprezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che c’è, davanti a noi, è una biforcazione, al tempo stesso storica e metafisica : o passiamo da un paradigma del governo a un paradigma dell’abitare, al prezzo di una rivolta crudele ma sconvolgente, oppure lasciamo che si instauri, su scala planetaria, questo disastro climatizzato in cui coesistono, sotto l’egida di una gestione « senza complessi », un’élite imperiale di cittadini e delle masse plebee tenute a margine di tutto. V’è dunque, a tutti gli effetti, una guerra, una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;guerra&lt;/span&gt; tra i beneficiari della catastrofe e coloro che si fanno della vita un’idea meno anoressica. Non si è mai visto che una classe dominante si suicidi di buon grado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rivolta ha delle condizioni, non ha una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;causa&lt;/span&gt;. Quanti ministeri dell’Identità nazionale, quanti licenziamenti alla moda Continental, quante retate di clandestini o di oppositori politici, quanti ragazzini fatti fuori dalla polizia nelle periferie, quanti ministri che minacciano di togliere il diploma a coloro che osano ancora occupare la loro università ci vogliono, per decidere che un tale regime, anche installato da un plebiscito apparentemente democratico, non ha alcun titolo ad esistere, e merita solo di essere rovesciato ? E’ una questione di sensibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La servitù è l’intollerabile che può essere infinitamente tollerato. Siccome è una questione di sensibilità e questa sensibilità è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;immediatamente politica&lt;/span&gt; (non per il fatto che si domandi « per chi vado a votare ? », ma « la mia esistenza è compatibile con tutto ciò ? »), per il potere è una questione di anestesia, cui risponde mediante la somministrazione di dosi vieppiù massicce di divertimento, di paura e di stupidità. E laddove l’anestesia non opera più, quest’ordine che ha riunito contro di sé tutte le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ragioni&lt;/span&gt; di rivoltarsi tenta di dissuadercene mediante un piccolo terrore apposito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi non siamo, i miei compagni ed io, che una variabile di questa apposizione. Ci sospettano, come tanti altri, come tanti « giovani », come tante « bande », di non essere più solidali con un mondo che sta sprofondando. Su questo solo punto, non mentono. Fortunatamente, l’accozzaglia di truffatori, impostori, industriali, finanzieri e ragazzine, tutta questa corte di Mazzarino sotto neurolettici, di Luigi Napoleone in versione Disney, di Fouché della domenica che per il momento ha in mano il Paese, manca del più elementare senso dialettico. Ogni passo che fanno verso il controllo di tutto, avvicina la loro sconfitta. Ogni nuova « vittoria » di cui si vantano diffonde un po’ più largamente il desiderio di vederli a loro volta vinti. Ogni manovra con cui s’immaginano di confortare il loro potere finisce per renderlo odioso. In altri termini : la situazione è eccellente. Non è il momento di perdere il coraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-2746983053173694404?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/2746983053173694404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/05/un-rivoluzionario-piede-libero.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2746983053173694404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2746983053173694404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/05/un-rivoluzionario-piede-libero.html' title='Un rivoluzionario a piede libero'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sh7oPg7nA9I/AAAAAAAAAUE/1AjtJRtc078/s72-c/liberation-coupat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-2904614490272542731</id><published>2009-05-01T02:42:00.157+02:00</published><updated>2009-05-05T13:04:56.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='censura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà di stampa'/><title type='text'>Il Popolo della parziale Libertà di stampa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfsMVfUJilI/AAAAAAAAATs/he5snfZi2OA/s1600-h/may3-press-freedom-4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10pt 10px 0px; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 175px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfsMVfUJilI/AAAAAAAAATs/he5snfZi2OA/s400/may3-press-freedom-4.jpg" alt="" title="Berlusconi, appena eletto, mima il mitra contro una giornalista russa che ha posto una domanda scomoda a Vladimir Putin (18 aprile 2008)." id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330868147245910610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Freedom House presenta il suo rapporto sulla libertà di stampa. L'Italia governata dal "Popolo della Libertà", è declassata allo statuto di Paese "parzialmente libero". Siamo gli unici in Europa a retrocedere e l'ultimo tra i Paesi occidentali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La libertà di stampa declina globalmente in ogni regione. Per la prima volta Israele, Italia e Hong Kong perdono lo statuto di paesi liberi". E' il titolo del comunicato ufficiale, annunciato ieri e diffuso oggi sul sito di &lt;a href="http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=70&amp;amp;release=811"&gt;Freedom House&lt;/a&gt;, la "Casa della Libertà" americana, organizzazione indipendente fondata da Eleanor Roosvelt nel 1941 per difendere le libertà civili di fronte alla minaccia del totalitarismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sfr76Anbc5I/AAAAAAAAATk/ZVpaNbnOyIc/s1600-h/press-freedom-2009.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 301px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sfr76Anbc5I/AAAAAAAAATk/ZVpaNbnOyIc/s400/press-freedom-2009.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330850082962764690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nella &lt;a href="http://www.freedomhouse.org/uploads/fop/2009/FreedomofthePress2009_tables.pdf"&gt;classifica&lt;/a&gt; dei 195 paesi valutati con punteggi che vanno da 0 "liberi" a 100 "non liberi", l'Italia occupa il 73° posto, con un punteggio di 32, che la colloca tra i paesi "parzialmente liberi". Si posiziona dunque abbondantemente dietro la Polonia e la Slovenia (49°), il Ghana e la Papua-Nuova Guinea (53°), le Isole di Capo Verde (60°), il Cile e la Grecia (63°). E' a pari merito con le Isole Tonga (73°), e poco avanti la Bulgaria (76°), il Botswana, Timor Est e il Montenegro (78°). Sopravanza, in Europa, solo paesi balcanici ed ex-sovietici: la Croazia (81°), la Serbia (83°), la Romania (92°), la Macedonia (98°), l'Albania (101°), l'Ucraina (115°), la Moldavia (148°), la Russia (174°) e la Bielorussia (188°). Chiudono la classifica la Corea del Nord (195°) e Cuba, accompagnate dalle nostre ex-colonie, la Libia e l'Eritrea (190°).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfpMiM4cz0I/AAAAAAAAATc/0D1gy-dPKmM/s1600-h/may3-press-freedom-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 10pt 0px 10px 10pt; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfpMiM4cz0I/AAAAAAAAATc/0D1gy-dPKmM/s320/may3-press-freedom-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330657259403661122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"L'Italia - recita il &lt;a href="http://www.freedomhouse.org/uploads/fop/2009/FreedomofthePress2009_OverviewEssay.pdf"&gt;rapporto&lt;/a&gt; - è scivolata nella categoria dei paesi 'parzialmente liberi' per l'accresciuto ricorso ai tribunali e alle leggi sulla diffamazione allo scopo di limitare la libertà di parola, per l'aumentata intimidazione fisica ed extralegale dei giornalisti, sia da parte del crimine organizzato che dei gruppi di estrema destra, e infine per le inquietudini riguardanti la proprietà e l'influenza sui mezzi d'informazione. Il ritorno del magnate dei media Silvio Berlusconi a capo del governo ha risvegliato i timori per la concentrazione dei mezzi pubblici e privati nelle mani di un unico padrone". Non è in realtà la prima volta che, nella classifica di Freedom House, l'Italia perde il suo statuto di Paese libero (diversamente da quanto riferisce &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;): era già accaduto nel 2004, durante il secondo governo Berlusconi. La situazione era poi tornata a migliorare nel 2007, con il governo Prodi, mentre è nuovamente precipitata dopo le elezioni del 2008 (l'evoluzione è mostrata in una raccolta di &lt;a href="http://freedomhouse.org/template.cfm?page=359"&gt;carte storiche&lt;/a&gt;). Se ciò mostra che il problema principale è rappresentato appunto da Berlusconi, non deve però far ritenere che la sinistra sia esente da ogni complicità: basti in proprosito ricordare quanto dichiarò Luciano Violante nel suo celebre &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y"&gt;intervento&lt;/a&gt; alla Camera del 2003.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Vediamo ora come la libera stampa ha reagito alla notizia della mancata libertà di stampa. Ieri, il solo giornale online che l'ha anticipata, riprendendo tutto sommato in modo onesto il preannuncio diffuso da Freedom House, è stato&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;, alle 22:57,&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt; il &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_30/stampa_liberta_italia_ca7191e6-35c7-11de-92cb-00144f02aabc.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;. Alle 11:29 di oggi, il giornale dei banchieri ha inoltre affidato al &lt;a href="http://mediablog.corriere.it/2009/05/meno_liberi_per_il_conflitto_d.html"&gt;Mediablog&lt;/a&gt; di Marco Pratellesi il compito di raccogliere, con estrema prudenza, i commenti dei lettori: "Ma secondo voi il conflitto di interessi è un problema 'vecchio', come ha detto una volta il premier, oppure un nodo irrisolto della nostra democrazia?". Mah, chissà, chi può dirlo. Per fortuna i lettori non hanno tardato a dirlo molto chiaramente, spiegando ai giornalisti che cosa si deve intendere in italiano con le parole "libertà" e "democrazia"&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;. Sembra evidente, comunque, una certa volontà di Ferruccio De Bortoli, per conto delle banche, di smarcarsi dall'immagine internazionale di un'Italia fondata sull'alleanza tra mafiosi, fascisti e manipolatori mediatici: immagine che, con l'inizio dell'era Obama, deve aver smesso di giovare ai commerci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 14:21 la notizia esce sul blog di &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;Beppe Grillo&lt;/a&gt;, mentre verso le 15:30 si sveglia &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, con un articolo di Rosaria Amato il cui imperativo sembra essere: sdrammatizzare. Evidentemente assuefatta alle prudenze richieste dal regime, l'autrice esordisce così: "La libertà di stampa si sta riducendo in tutto il mondo, e l'Italia non è esente da questa forma di degrado". Eh sì, la notiziona era proprio questa: in tutto il mondo va male, non si può pretendere che in Italia vada meglio. Per fortuna i redattori si lasciano cogliere da un sussulto di coraggio e titolano: "Stampa, Freedom House declassa l'Italia. Non è più un Paese pienamente libero", piazzando la notizia in terza posizione, subito dopo il 1° Maggio. Nel Corriere la notizia è invece ancora in 11a posizione&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;, senza commenti&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt; (dopo gli ingorghi sull'autostrada e il delitto di Garlasco). Non ve n'è traccia sulla Stampa del Gruppo Fiat né ovviamente sul Giornale della famiglia Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo in serata &lt;a href="http://www.unita.it/news/84399/in_italia_libert_dellinformazione_sempre_pi_ridotta"&gt;l'Unità&lt;/a&gt; fa uscire un pezzo, che direi onesto ma non brillante, e che si distingue per il fatto di ricordare in chiusura le critiche mosse alla metodologia di Freedom House. Scovo anche un trafiletto sul &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/05/liberta-stampa-italia-declassata.shtml"&gt;Sole 24 Ore&lt;/a&gt;, il giornale economico della Confindustria diretto da Gianni Riotta. In questo caso l'articolo si caratterizza per un'apertura esageratamente pavida, sconfinante nel collaborazionismo: "Il 2008 ha visto la libertà di stampa diminuire in tutto il mondo, e anche Paesi di consolidata democrazia come Italia (l'unico in Europa) e Israele hanno imposto nuovi limiti ai media". Non si tratta, cioè, come il lettore potrebbe desumere dal rapporto, del controllo di un padrone sull'informazione del Paese, in balìa per il resto di mafiosi e fascisti. No: si tratta della scelta di una "consolidata democrazia" che ha voluto dotare i propri media di stimolanti "nuovi limiti". Insomma, erano anni che non aspettavamo altro: non se ne poteva più di tutta quella libertà di stampa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-2904614490272542731?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/2904614490272542731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/05/il-popolo-della-parziale-liberta-di.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2904614490272542731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2904614490272542731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/05/il-popolo-della-parziale-liberta-di.html' title='Il Popolo della parziale Libertà di stampa'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfsMVfUJilI/AAAAAAAAATs/he5snfZi2OA/s72-c/may3-press-freedom-4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-2986936403371873718</id><published>2009-04-24T21:22:00.066+02:00</published><updated>2009-04-30T11:50:47.799+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiat'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>L'aumma aumma di Pulcinella</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfNBP-F-xiI/AAAAAAAAARs/2FGDUjSCQWA/s1600-h/ma-fiat.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfNBP-F-xiI/AAAAAAAAARs/2FGDUjSCQWA/s320/ma-fiat.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328674526731355682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;spann class="sommario"&gt;Il commissario UE Verheugen chiede dove FIAT trovi i soldi per comprare Opel. Invece di rispondere, Governo e Confindustria minacciano ritorsioni. Come se si trattasse di soldi illeciti.&lt;/spann&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Dove prendete i soldi? - E' una sentenza di morte". Sembra un dialogo del film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Padrino&lt;/span&gt;, quello che occupa in queste ore le prime pagine dei giornali (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/fiat-1/marchionne/marchionne.html"&gt;R&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/09_aprile_24/marchionne_ue_adb0f754-30c7-11de-ac52-00144f02aabc.shtml"&gt;C&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200904articoli/43105girata.asp"&gt;S&lt;/a&gt;), opponendo obliquamente e per via di allusioni il commissario UE Günter Verheugen ai vertici del potere economico e politico italiano: Marchionne, Marcegaglia, Berlusconi, Tremonti, Frattini e Scajola. Tutti gridano allo scandalo, al cattivo gusto, alla grave interferenza, al "triplice errore" del tedesco. Ma nessuno risponde alla sua semplice domanda. Il sistema del credito è in crisi, il settore dell'auto boccheggia, la FIAT è andata sotto quest'anno di &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/fiat-1/dati-gestione/dati-gestione.html"&gt;411 milioni&lt;/a&gt; di euro, eppure (9° gruppo auto al mondo con fatturato di 58,9 mld€ nel 2007), si appresta ad acquisire il controllo di Chrysler (11° gruppo, 59,4 mld$) e probabilmente di Opel (controllata General Motors, 2° gruppo, 207,3 mld $). Già, dove prendono i soldi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;spann class="fullpost"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfI4Ryq0loI/AAAAAAAAARc/gJEd1PDnNzI/s1600-h/mafia-godfather.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 0px 10pt; float: right; cursor: pointer; width: 210px; height: 260px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfI4Ryq0loI/AAAAAAAAARc/gJEd1PDnNzI/s320/mafia-godfather.jpg" alt="" title="Fine della corsa per il padrino" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328383187443029634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Stranamente, è la stessa domanda che Daniele Luttazzi soleva rivolgere a Silvio Berlusconi all'inizio del suo secondo mandato, attirandosi in breve tempo l'editto bulgaro (18 aprile 2002). Sulla base di alcuni indizi - come il fatto che in passato il Cavaliere avesse assunto in casa propria un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Mangano"&gt;estorsore&lt;/a&gt; e sequestratore palermitano poi condannato per droga, omicidio e mafia, oppure il fatto che avesse affidato la fondazione del suo partito a un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell%27Utri"&gt;bancario&lt;/a&gt; e bibliofilo palermitano poi condannato per mafia, oppure il fatto che proprio la notte in cui perse le elezioni venisse arrestato presso Palermo il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bernardo_Provenzano"&gt;capo&lt;/a&gt; della mafia - alcuni ritengono che una risposta potesse essere, allora, "dalla mafia". Ma oggi? Dove prendono i soldi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfI0i7LpABI/AAAAAAAAARU/6zeD5Af0Ovw/s1600-h/mafia-padrino.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 210px; height: 280px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfI0i7LpABI/AAAAAAAAARU/6zeD5Af0Ovw/s320/mafia-padrino.jpg" alt="" title="Il Padrino" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328379083739430930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I tempi sono molto cambiati, da allora. Intanto l'opposizione non esiste più, se si esclude una sparuta minoranza che continua a sostenere che il governo lavora per conto della mafia. Poi, il Presidente della Repubblica e il Consiglio Superiore della Magistratura sono intervenuti per redarguire i giudici che cercavano di indagare sui rapporti tra i politici, gli imprenditori e la mafia. Infine, un terremoto ha seppellito 300 persone sotto edifici di sabbia costruiti dalla mafia e le autorità perseguono chi si permette di sostenere che dietro la sciagura possa esserci la mafia. Al tempo stesso, mentre tutto il mondo attraversa una crisi finanziaria apocalittica, che sembra esigere interventi statali straordinari, in Italia si esibisce un invidiabile ottimismo, senza muovere un benché minimo dito. Come se non vi fosse alcun problema di liquidità. Anzi, si trovano anche i mezzi per andare a salvare l'industria dell'auto americana. Ma insomma, dove prendono i soldi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfI8IppliMI/AAAAAAAAARk/yNhN1Sc_Me4/s1600-h/mafia-padania.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 10pt; float: right; cursor: pointer; width: 210px; height: 280px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfI8IppliMI/AAAAAAAAARk/yNhN1Sc_Me4/s320/mafia-padania.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328387428449618114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il rischio qui è naturalmente quello di cadere nella semplificazione eccessiva di una materia delicata e complessa che richiede senso di responsabilità bipartisan imponendo di evitare moralismi e demonizzazioni e salvaguardando il più stretto riserbo allo scopo di rispettare il voto popolare e rassicurare i mercati finanziari eccetera. Bisogna quindi evitare di tenere presente il rapporto &lt;a href="http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2008sosimp.pdf"&gt;SOS Impresa - Confesercenti&lt;/a&gt; del 2008, secondo cui l'azienda italiana con il più ingente fatturato annuo (130 mld€) e soprattutto con gli utili più cospicui e più difficili da reinvestire (70 mld€) è la mafia. Non bisogna credere che, solo per questo, il capitalismo italiano, con il beneplacito della sinistra, stia sostenendo senza scrupoli una destra di governo la cui unica strategia economica chiaramente riconoscibile consiste nel ripristino dell'illegalità soprattutto in campo finanziario, utile a favorire il riciclaggio del denaro della mafia. Sarebbe infatti affrettato concluderne che il capitalismo italiano, con il beneplacito della sinistra, abbia deciso di affrontare la crisi del millennio ricorrendo alle risorse finanziarie messe a disposizione dall'unico settore imprenditoriale in cui da sempre l'Italia è leader mondiale: la mafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi mi raccomando: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;aumma aumma&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/spann&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-2986936403371873718?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/2986936403371873718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/il-segretissimo-di-pulcinella.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2986936403371873718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2986936403371873718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/il-segretissimo-di-pulcinella.html' title='L&apos;aumma aumma di Pulcinella'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SfNBP-F-xiI/AAAAAAAAARs/2FGDUjSCQWA/s72-c/ma-fiat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-3483556782874044773</id><published>2009-04-22T20:39:00.034+02:00</published><updated>2009-04-24T02:41:05.981+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tortura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='corriere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diaz'/><title type='text'>Obama non copre i mandanti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Se-eRvv8EoI/AAAAAAAAAQ8/tf32kXjVWkI/s1600-h/torture.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 199px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Se-eRvv8EoI/AAAAAAAAAQ8/tf32kXjVWkI/s200/torture.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327650911915086466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Alcuni giorni fa, Obama ha pubblicato i protocolli di tortura CIA, precisando che i torturatori non saranno perseguiti. Ora aggiunge, però&lt;/span&gt;&lt;span class="sommario"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span class="sommario"&gt; che potranno esserlo i loro superiori. Fino ai vertici politici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accadrà il contrario di quanto è accaduto in Italia. Da noi, per il &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/g8-genova-4/giudizio-diaz/giudizio-diaz.html"&gt;massacro&lt;/a&gt; della scuola Diaz al G8 di Genova, eseguito sotto la catena di comando del secondo governo Berlusconi, sono stati condannati solo i poliziotti e i capisquadra, mentre i loro dirigenti e i responsabili politici, che pure erano presenti, sono stati assolti. Negli USA, invece, gli agenti CIA che hanno eseguito le &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/17/obama-da-immunita-alla-cia-niente.html"&gt;torture&lt;/a&gt; nell'ambito della cosiddetta "guerra al terrorismo" non saranno perseguiti dal Governo, che anzi offrirà loro assistenza legale nel caso che qualcuno li denunci. Infatti gli agenti non hanno agito per proprio conto, ma hanno eseguito degli ordini, e quindi non sono ritenuti responsabili. Chi invece è ritenuto responsabile, e potrebbe quindi essere &lt;a href="http://www.philly.com/inquirer/front_page/20090422_Obama_open_to_torture_inquiry.html"&gt;giudicato&lt;/a&gt;, sono i superiori amministrativi e politici dei torturatori: in particolare, coloro che hanno deciso di modificare i protocolli operativi degli interrogatori (ora &lt;a href="http://documents.nytimes.com/justice-department-memos-on-interrogation-techniques#p=1"&gt;pubblici&lt;/a&gt;) fino a consentire pratiche di tortura. Per costoro, Obama ha demandato al responsabile giustizia Eric Holder il compito di vagliare l'opportunità di una Commissione giudicante bipartisan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Quelli che rischiano più grosso sono, ad un primo livello, i tre giudici che hanno approvato i nuovi protocolli, cioè Steven Bradbury, Jay Bybee e John Yoo. Quindi, i loro diretti superiori, cioè i ministri della giustizia John Ashcroft e Alberto Gonzalez. Infine, i membri del gabinetto della vicepresidenza che ha diretto l'operazione, in particolare Dick Cheney, che la difende &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=69&amp;amp;ID_articolo=2887&amp;amp;ID_sezione=138&amp;amp;sezione="&gt;tuttora&lt;/a&gt;, e il suo braccio destro David Addington. Dagli ultimi aggiornamenti, pare che anche Condoleeza Rice passerà qualche guaio, avendo autorizzato pratiche di affogamento persuasivo (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/cia/cia/cia.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_23/condoleezza_rice_annegamento_simulato_5afb8562-2fd5-11de-8d39-00144f02aabc.shtml"&gt;Corriere&lt;/a&gt;). In una posizione più defilata, ma non del tutto al riparo almeno da domande imbarazzanti, sarebbero anche Donald Rumsfeld e Colin Powell. Non sembra invece che la cosa possa finire per coinvolgere lo stesso ex-presidente, George W. Bush, lasciato, si dice, all'oscuro di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre scrivo, né il Corriere, né la Stampa, né Repubblica online danno questa notizia in Home, sebbene avessero dato grande risalto all'impunità degli agenti. Se cerco in archivio, solo Repubblica presenta un titolo, ma accessibile solo a pagamento. Il Corriere.it non dà affatto la notizia. Dopo mesi di monitoraggio, mi sono fatto l'idea che ciò rientri in una precisa politica editoriale di "sterilizzazione" del fenomeno Obama. Il quotidiano della Confindustria, infatti, calca sistematicamente la mano su ciò che può incrinare il mito di Obama, mentre oscura tutto ciò che può metterne in risalto gli aspetti popolari e democratici. Lo scopo, mi pare, è quello di impedire che diventi un punto di riferimento ideale. "&lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_17/torture_memo_bush_c319aeaa-2b23-11de-b26a-00144f02aabc.shtml"&gt;Obama assolve la CIA. Immunità per le torture&lt;/a&gt;", era stato per esempio, qualche giorno fa, il titolo tutt'altro che asettico di questo giornale che si vuole moderato. Titolo che tradotto vuol dire: osservate, niente nel mondo sta cambiando. Quando in febbraio il presidente USA ha &lt;a href="http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/obama-pronto-al-conflitto-di-classe.html"&gt;dichiarato&lt;/a&gt; di voler attuare una redistribuzione del reddito nazionale a favore dei ceti medio-bassi, sfidando apertamente gli interessi delle classi ricche e delle lobby, il Corriere ha prima nascosto la notizia, poi affidato ad Angelo Panebianco il compito di spiegare agli americani che cos'è la democrazia, e quali sono i rischi che corrono: "&lt;a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_marzo_01/angelo_panebianco_usa_preicoli_nuovo_corso_a8e1b8d0-0638-11de-bafb-00144f02aabc.shtml"&gt;Usa, i pericoli del nuovo corso&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Se_BzUjh7zI/AAAAAAAAARE/Lvswsxfza4Q/s1600-h/obama_saint.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 148px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Se_BzUjh7zI/AAAAAAAAARE/Lvswsxfza4Q/s320/obama_saint.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327689971637808946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Insomma, anche se Obama non è Rosa Luxemburg o il mahatma Gandhi, tuttavia è molto meglio di quello che c'è in questo momento in Italia e anche in Europa. Per l'orizzonte ideale che indica, e per il suo potenziale simbolico, rappresenta una minaccia per l'attuale gruppo dirigente italiano. Purtroppo, mentre molti ne mimano gli aspetti più triviali, ancora non s'è visto nessuno che ne abbia raccolto le bandiere importanti, come il rilancio tecnico-giuridico della sovranità popolare nei processi partecipativi di rete, o la lotta contro le lobby finanziarie e contro le diseguaglianze sociali. Invece si sentono molti che gli fanno le pulci, come se qui da noi, altro che queste americanate. Non capisco l'orizzonte strategico di queste posizioni così esigenti, in un quadro desolante come quello italiano, e sarei grato a  chiunque volesse delucidarmi su questo punto. Intanto segnalo un &lt;a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/20196933/change"&gt;post&lt;/a&gt; di qualche giorno fa sul blog Falso Idillio, in cui b.georg si dichiara piacevolmente sorpreso dell'aria che spira da Washington, di cui ha avuto sentore attraverso una conferenza milanese di Lawrence Lessig, l'inventore dei Creative Commons oggi membro dello staff di Obama. Suggerisco la lettura di quel post a chi l'avesse perduto, perché rende l'idea.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-3483556782874044773?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/3483556782874044773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/obama-non-copre-i-mandanti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3483556782874044773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3483556782874044773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/obama-non-copre-i-mandanti.html' title='Obama non copre i mandanti'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Se-eRvv8EoI/AAAAAAAAAQ8/tf32kXjVWkI/s72-c/torture.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-3505948512447195932</id><published>2009-04-20T02:30:00.078+02:00</published><updated>2009-04-26T03:39:14.817+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vergogna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bucaniere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pornografia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pirati'/><title type='text'>I pirati e il Bucaniere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SevChJ4NhBI/AAAAAAAAAQk/3xI0VYlFHiE/s1600-h/buccaneers.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SevChJ4NhBI/AAAAAAAAAQk/3xI0VYlFHiE/s200/buccaneers.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326564859138901010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Sorpresa. I pericolosi saraceni islamici che hanno sequestrato il rimorchiatore italiano Buccaneer nel Golfo di Aden non chiedono riscatti, ma giustizia. Il cristianissimo filibustiere, infatti, è accusato di sversare rifiuti tossici nel loro mare&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nomen omen&lt;/span&gt;, cioè il nome era tutto un programma. Una settimana fa, il rimorchiatore italiano &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/pirati-nave-tedesca/nave-italiana/nave-italiana.html"&gt;Buccaneer&lt;/a&gt;, dell'armatore ravennate Micoperi, con a bordo un equipaggio di 10 italiani, 5 rumeni e 1 croato, veniva sequestrato dai pirati islamici del Puntland, a largo delle coste somale, nell'allarme generale del mondo industriale italiano. Considerando il nome dell'imbarcazione (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;buccaneer&lt;/span&gt; è un "pirata caraibico del XVII secolo"), ero sul punto di scrivere un post sull'ironia della sorte: finto nipotino della filibusta incontra veri pronipoti dei saraceni. Che ingenuo. In una settimana la realtà ha sbaragliato la mia immaginazione. Infatti, di fronte al bucaniere italico, i poveri pirati somali sembrano farci la figura, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/somalia-pirati/accuse-puntland/accuse-puntland.html"&gt;infine&lt;/a&gt;, dei ligi tutori dell'ordine. I nostri non sono sotto sequestro, ma in stato d'arresto: con l'accusa di smaltimento illecito di rifiuti tossici o radioattivi. E' un'accusa plausibile, dati precedenti storici come il caso &lt;a href="http://www.ilariaalpi.it/index.php?id_sezione=2"&gt;Alpi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;center&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://temi.repubblica.it/limes/somalia-pirati-sequestro-italiani/3581"&gt;&lt;img style="margin: 0px 20px 10px 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 350px; height: 500px;" src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/Carte/somalia%20pirata%20buccaneer.jpg" title="da Limes - Rivista italiana di geopolitica" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;Una settimana fa, &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/tag/pirati"&gt;Limes&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;ci delucidava sull'ormai annoso problema della pirateria: difficile da risolvere, perché la redditività del trasporto marittimo riposa proprio sull'assenza di controlli. Regolamentare il mare per acchiappare i pirati, o denunciare i pirati chiedendo l'intervento delle autorità, significa togliere al mare il suo principale valore aggiunto, quello che ne fa una risorsa per i capitani coraggiosi dell'industria e del commercio, ossia la possibilità di operare nella quasi totale assenza di regole. Il mare: luogo comune della libertà e quindi del liberismo, dell'assenza di ogni frontiera e quindi di ogni remora a profittare. Luogo, dove del resto i capitani coraggiosi sogliono ritornare, come ad un grande cimitero degli elefanti, aquistando in vecchiaia ciascuno il proprio yacht inquinante. Sul mare, commercio e pirateria si rivelano varianti di una stessa inclinazione, poggiano sulle stesse regole, anzi, sulla stessa assenza di regole. Il capitalista vi si rivela come rovescio del pirata, suo fratello gemello, suo riflesso nel mare.&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/infografica/200904articoli/42998girata.asp"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 600px; height: 371px;" src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/infografica/200904images/atti_pirateria20090421.jpg" alt="" title="da La Stampa" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Una settimana fa, tutto ciò si presentava ancora come una speculazione sui retroscena, o se si vuole sull'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;osceno&lt;/span&gt; in quanto "fuori dalla scena", per dirla con &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=7MEWpdBR_4E&amp;amp;feature=related"&gt;Roberto Scarpinato&lt;/a&gt;. Oggi, invece, l'osceno è venuto completamente in luce. L'armatore liberale appare, senza grandi sorprese, più pirata degli jihadisti armati, al punto di costringerli a indossare i panni dei tutori del diritto. Ma l'osceno venuto pienamente in luce, esposto in bella vista, ha un nome: si chiama &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pornografia&lt;/span&gt;. La pornografia è ciò che fa gridare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vergogna!&lt;/span&gt; alla maggioranza dei lettori, ogni volta che un giornale online apre lo spazio dei commenti. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;V&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ergogna!&lt;/span&gt; è certo tra le espressioni più frequenti dell'italiano in rete, perché la rete è per eccellenza il luogo della pornografia, ossia il luogo dove l'osceno, o il retroscena, è di scena. La pornografia non è un vizio della nostra epoca, né una sua virtù: è la sua verità ultima.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-3505948512447195932?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/3505948512447195932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/i-pirati-e-il-bucaniere.html#comment-form' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3505948512447195932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3505948512447195932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/i-pirati-e-il-bucaniere.html' title='I pirati e il Bucaniere'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SevChJ4NhBI/AAAAAAAAAQk/3xI0VYlFHiE/s72-c/buccaneers.gif' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-7336197823668309941</id><published>2009-04-19T05:23:00.037+02:00</published><updated>2009-04-26T03:36:28.948+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pantera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onomaturgia'/><title type='text'>Origini della parola berlusconizzazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SeqiogCW_GI/AAAAAAAAAQc/PxcjdaCbo40/s1600-h/black-panthers.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SeqiogCW_GI/AAAAAAAAAQc/PxcjdaCbo40/s200/black-panthers.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326248325997329506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;La parola fu coniata nel 1990 a Roma, nel quadro del movimento studentesco della Pantera. Fu la prima opposizione sociale alle politiche neoliberiste di privatizzazione del sapere, oggi in crisi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è frequente assistere alla nascita di una parola nuova. Se se ne ha la ventura, è bene, a tempo debito, renderne testimonianza. La parola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;berlusconizzazione&lt;/span&gt; fu&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;impiegata per la prima volta a Roma, in un'assemblea studentesca della facoltà di Lettere occupata, tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio del 1990, da un giovane militante trotzkista di nome Luca, appartenente se non sbaglio al gruppo dei Socialisti Rivoluzionari. Ricordo adesso questo episodio di onomaturgia ("creazione di un nome") grazie al video qui sotto, che ha rievocato alla mia memoria quel contesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/58oPUs_JNfA&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/58oPUs_JNfA&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene la parola non sia registrata nello Zingarelli 2007, ciascuno può agevolmente verificarne la diffusione digitandola su &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;amp;q=berlusconizzazione&amp;amp;btnG=Cerca"&gt;Google&lt;/a&gt;, che ne restituisce al momento 2370 occorrenze. Una prova indiretta della sua datazione è offerta dall'archivio storico di &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=berlusconizzazione&amp;amp;view=archivio&amp;amp;testata=&amp;amp;sortby=adocdatetime"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, che conta 53 occorrenze dal 1984 a oggi, la prima delle quali risalente appunto al 28 febbraio 1990. L'archivio storico del &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/searchresultsArchivio.jsp"&gt;Corriere&lt;/a&gt;, che non rimonta oltre il 1992, la attesta 28 volte, la prima il 5 settembre di quell'anno. Il Corriere segnala anche la prima registrazione lessicografica del termine, &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/giugno/03/Cavaliere_ispira_piu_Alema_dal_co_0_97060310662.shtml"&gt;recensendo&lt;/a&gt; il 3 giugno 1997 il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dizionario della Seconda Repubblica &lt;/span&gt;di Silverio Novelli e Gabriella Urbani (Editori Riuniti, 1997).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Data la precocità di quella coniazione lessicale, mi sembra di qualche interesse rievocarne brevemente il contesto esatto. Si era nella fase montante del movimento delle occupazioni studentesche contro il disegno di riforma universitaria del ministro socialista Antonio Ruberti (1927-2000), movimento cominciato a Palermo il 6 dicembre 1989 e dilagato a Roma e in tutta Italia tra il 12 gennaio e il 9 aprile del 1990.  La riforma, che prevedeva tra l'altro l'ingresso dei privati nei consigli di amministrazione delle università, era paventata da alcuni come un attacco alle facoltà umanistiche. Queste sembravano destinate a patire più delle scientifiche la subordinazione agli interessi economici, che si voleva fornissero finanziamenti sostitutivi a quelli che lo Stato si apprestava a tagliare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'oratore intendeva, se ben ricordo, sottrarsi a questa rappresentazione per lui imprecisa della realtà. Non era detto, sosteneva, che la storia e le lingue sarebbero servite all'economia meno che le scienze naturali. Il rischio non era tanto quello dell'estinzione di certi saperi, quanto di un'involuzione degradante del sapere di tutti. L'esempio era del resto ben presente: il basso profilo culturale e morale delle reti commerciali Mediaset, dichiarate fuorilegge dalla Corte Costituzionale nel 1988 e in via di rocambolesco salvataggio da parte del 6° governo Andreotti mediante la Legge Mammì, voluta da Bettino Craxi (1934-2000) e varata di lì a poco, il 6 agosto 1990.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio che, per ottenere finanziamenti, le università dovessero sottomettersi ai dettami di un attore ripugnante come Mediaset fu chiamato dall'oratore un rischio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;berlusconizzazione&lt;/span&gt;. Il giorno dopo, il neologismo fu segnalato da diversi giornali, che ne fecero per qualche settimana una delle bandiere lessicali del movimento "contro la berlusconizzazione della cultura". Mai neoformazione vide così lontano. Nessuno immaginava, allora, all'infuori di quel movimento, che non solo la cultura accademica, ma tutta la cultura in genere, a cominciare da quella politica, si apprestava a soggiacere alla spaventosa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;berlusconizzazione&lt;/span&gt; di cui oggi siamo testimoni (non priva ormai di echi sinistri: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fascistizzazione, germanizzazione&lt;/span&gt;). &lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Non lo immaginava nemmeno Indro Montanelli, che all'epoca sparava sulla Pantera con cartucce pagate da Berlusconi (suo editore dal 1978) e che si accorgerà del pericolo solo a giochi fatti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Questa capacità quasi profetica di presentire ciò che sarebbe avvenuto quattro anni più tardi, dopo Mani Pulite (1992) e le stragi di mafia (1993), con la "discesa in campo" del titolare della tessera P2 n°1816 (1994), non deve essere sottostimata. Essa non appartiene a Luca in quanto individuo singolo, ma gli appartiene in quanto voce occasionale, persino parzialmente anonima (non ne ricordo infatti il cognome), di un movimento sociale. I movimenti che, incessantemente, spezzano gli equilibri dello stato di cose esistente, lasciando emergere in superficie, come terremoti o eruzioni, le dinamiche sotterranee che  lo animano, manifestano non di rado questa (debole) capacità profetica, di cui ha mirabilmente scritto, tra gli altri, &lt;a href="http://walterbenjamin.ominiverdi.org/"&gt;Walter Benjamin&lt;/a&gt;. Essa permette loro di presentire certe tendenze della storia. E di lasciarne traccia, talora, nella lingua di tutti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-7336197823668309941?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/7336197823668309941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/origini-della-parola-berlusconizzazione.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/7336197823668309941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/7336197823668309941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/origini-della-parola-berlusconizzazione.html' title='Origini della parola &lt;i&gt;berlusconizzazione&lt;/i&gt;'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SeqiogCW_GI/AAAAAAAAAQc/PxcjdaCbo40/s72-c/black-panthers.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-4333786020111760422</id><published>2009-04-19T01:50:00.035+02:00</published><updated>2009-04-24T02:42:43.106+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='satira'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='campagne'/><title type='text'>Tagliamo la Testa al Topo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SeptQrayXCI/AAAAAAAAAQU/AKnmIcVsFHU/s1600-h/cesto-testa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 100px; height: 96px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SeptQrayXCI/AAAAAAAAAQU/AKnmIcVsFHU/s200/cesto-testa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326189642619444258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Eutanasia. Si progetta di reintrodurre un'antico strumento umanitario per assicurare un trapasso non doloroso all'attuale gruppo dirigente. Patiboli in ogni comune e 8000 nuovi posti di lavoro. Con una legge rigorosamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ad personas&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SepocYWINpI/AAAAAAAAAQM/YZJAfFNdk8w/s1600-h/tagliamo-la-testa-al-topo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 450px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SepocYWINpI/AAAAAAAAAQM/YZJAfFNdk8w/s400/tagliamo-la-testa-al-topo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326184346099922578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-4333786020111760422?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/4333786020111760422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/tagliamo-la-testa-al-topo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/4333786020111760422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/4333786020111760422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/tagliamo-la-testa-al-topo.html' title='Tagliamo la Testa al Topo'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SeptQrayXCI/AAAAAAAAAQU/AKnmIcVsFHU/s72-c/cesto-testa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-8319314370622285112</id><published>2009-04-17T22:52:00.013+02:00</published><updated>2009-04-18T11:18:20.450+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='P2P'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='copyright'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pirati'/><title type='text'>Pirati: galera o parlamento?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SejSw3v7VFI/AAAAAAAAAQE/8yl7RkR93oA/s1600-h/pirate-bay.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10pt 10px 10px; float: left; cursor: pointer; width: 90px; height: 100px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SejSw3v7VFI/AAAAAAAAAQE/8yl7RkR93oA/s200/pirate-bay.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325738296406135890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;In Svezia, il tribunale condanna The Pirate Bay per violazione di copyright. Ma nelle ore successive il Partito Pirata guadagna 1800 nuovi iscritti. E si avvia a conquistare il parlamento europeo con oltre il 20% dei consensi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Venerdì mattina il tribunale di Stoccolma ha condannato per violazione delle leggi sul diritto d'autore i responsabili del sito &lt;a href="http://thepiratebay.org/"&gt;The Pirate Bay&lt;/a&gt;, massimo punto di riferimento mondiale per le pratiche di condivisione di file 'da pari a pari' (P2P). I tre fondatori  &lt;span class="listLink"&gt;del sito, Fredrik Neij&lt;/span&gt;, 30 anni, &lt;span class="listLink"&gt;Gottfrid Svartholm&lt;/span&gt;, 24 anni e Peter Sunde, 30 anni, nonché il loro finanziatore, &lt;span class="listLink"&gt;Carl Lundström&lt;/span&gt;, 48 anni, potrebbero dover scontare un anno di carcere, e pagare 2,7 milioni di euro per rimborsare i mancati profitti delle grandi case discografiche e cinematografiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I quattro hanno reagito alla sentenza con l'abituale baldanza. Peter Sunde ha dichiarato su Twitter: &lt;span&gt;"Tranquilli, non cambierà niente per The Pirate Bay, né per noi, né per il download. E' solo una messa in scena per i media. Ricorreremo in appello e ce ne sbarazzeremo&lt;/span&gt;". Mentre sul sito si legge: "&lt;span&gt;Come in ogni buon film, gli eroi perdono all'inzio, ma solo per ottenere una vittoria ancora più epica alla fine&lt;/span&gt;". Dal 2003, il sito della Baia consente a 22 milioni di utenti di condividere tra loro ogni tipo di file, anche protetto da copyright: non ospita fisicamente i file e quindi respinge l'accusa di svolgere un'attività illegale.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Cinque ore dopo l'annuncio della sentenza, il &lt;a href="http://www.piratpartiet.se/international/english"&gt;Piratpartiet&lt;/a&gt; ("Partito Pirata"), nato nel 2006 a sostegno del sito, ha registrato 1800 nuove iscrizioni, raggiungendo quota 16.500. Guidato da Christian Engström, 49 anni, il partito ha ormai superato per numero d'iscritti i verdi e la sinistra, mentre un sondaggio gli assegnava a dicembre il 21% dei consensi. Alcuni osservatori ritengono quindi che l'eco suscitata dalla sentenza potrebbe sortire un effetto boomerang. Considerata dai più come favorevole a interessi particolari, e contraria all'interesse generale, la sentenza potrebbe infatti determinare, alle prossime elezioni europee, una clamorosa vittoria del Partito Pirata, che da anni si batte per la libera circolazione del sapere e per la limitazione del diritto di proprietà sui beni immateriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Fonte: Le Monde &lt;a href="http://www.lemonde.fr/societe/article/2009/04/17/un-an-de-prison-ferme-pour-quatre-responsables-de-the-pirate-bay_1181896_3224.html#ens_id=1182228"&gt;1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.lemonde.fr/elections-europeennes/article/2009/04/17/le-parti-pirate-sera-represente-au-parlement-europeen_1182147_1168667.html#ens_id=1182228"&gt;2&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-8319314370622285112?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/8319314370622285112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/pirati-galera-o-parlamento.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/8319314370622285112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/8319314370622285112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/pirati-galera-o-parlamento.html' title='Pirati: galera o parlamento?'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SejSw3v7VFI/AAAAAAAAAQE/8yl7RkR93oA/s72-c/pirate-bay.png' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-2165325751435911993</id><published>2009-04-16T15:43:00.041+02:00</published><updated>2009-04-19T12:08:38.166+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sequestro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>Popolarità del sequestro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SedmI7oEWNI/AAAAAAAAAP0/5fnmzMPPnFY/s1600-h/socialism.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 96px; height: 96px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SedmI7oEWNI/AAAAAAAAAP0/5fnmzMPPnFY/s200/socialism.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325337388019636434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;In Francia, sesto sequestro di dirigenti industriali da parte dei dipendenti nell'arco di un mese. Mentre le azioni cominciano a rivelare la loro efficacia, due sondaggi ne quantificano il gradimento da parte della popolazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lemonde.fr/economie/article/2009/04/16/les-salaries-de-fm-logistic-sequestrent-leur-direction-en-moselle_1181689_3234.html"&gt;Giovedì 16&lt;/a&gt; alle 10, a Woippy, preso Metz, nella Francia nordorientale, centoventicinque operai della FS Logistic hanno pacificamente sequestrato nei loro uffici i cinque dirigenti della sede locale. L'azienda aveva annunciato di voler licenziare 475 persone a seguito della perdita di un contratto con Hewlett-Packard. Gli operai hanno dichiarato che non rilasceranno i dirigenti finché non avranno rinegoziato le indennità di fine rapporto e gli aiuti al ricollocamento.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SedtNSpAH7I/AAAAAAAAAP8/BErYquXvgo0/s1600-h/capitalism.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 180px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SedtNSpAH7I/AAAAAAAAAP8/BErYquXvgo0/s200/capitalism.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325345159498440626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, in un mese, del sesto sequestro di dirigenti industriali francesi da parte di operai e impiegati. Questa forma di lotta quasi dimenticata dopo i conflitti degli anni Settanta sembra aver riguadagnato un'inattesa &lt;a href="http://www.lemonde.fr/la-crise-financiere/portfolio/2009/04/10/les-sequestrations-de-patrons-sont-elles-efficaces_1179113_1101386.html"&gt;efficacia&lt;/a&gt;, oltre a raccogliere notevoli &lt;a href="http://www.lemonde.fr/societe/article/2009/04/10/pourquoi-les-sequestrations-sont-populaires_1179166_3224.html"&gt;consensi&lt;/a&gt; da parte dell'opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi ad attuarla sono stati, il 13 marzo, i dipendenti della Sony di Pontonx-sur-l'Adour, presso Bordeaux: a seguito di un sequestro di 24 ore, i dirigenti hanno annunciato uno stanziamento di 13 milioni di euro in più per le loro indennità di fine rapporto. E' stata poi la volta del direttore industriale della 3M di Pithiviers, a sud di Parigi: dopo 30 ore di sequestro, il manager ha accettato di fissare un'indennità minima di 30 mila euro per ciascun licenziato.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il 31 marzo gli operai della Caterpillar di Grenoble hanno trattenuto in ufficio per 24 ore tre dirigenti: una settimana dopo, il piano dei licenziamenti è stato ridotto, da 733 a 600 unità, e gli stanziamenti per le indennità di fine rapporto sono aumentati, da 48 a 50 milioni. Il 7 aprile gli operai della Scapa, fabbrica di adesivi di Bellegarde-sur-Valserine, vicino Ginevra, hanno sequestrato per tutta la notte quattro dirigenti: lo stanziamento per le loro indennità è passato da 890 mila a 1,7 milioni di euro. Infine il 9 aprile tre dirigenti della Faurecia, fabbrica dell'indotto auto di Essonne, poco a sud di Parigi, sono stati sequestrati per cinque ore: l'esito della trattativa non è ancora noto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a rivelarsi efficace, il sequestro dei dirigenti da parte degli operai sembra anche raccogliere il consenso dell'opinione pubblica. Un sondaggio realizzato il 1 e 2 aprile dalla CSA per il giornale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le Parisien&lt;/span&gt; mostra che il 45% dei francesi considera questa forma di lotta "accettabile". Un'altro sondaggio, effettuato dall'IPOF per il giornale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paris Match&lt;/span&gt; rivela che il 30% dei francesi approvano i sequestri, mentre il 63% li considera "comprensibili". La simpatia già rilevata verso le proteste e gli scioperi degli ultimi mesi sembra quindi estendersi gradualmente verso iniziative più radicali, che secondo il direttore CSA Guy Groux sono destinate a moltiplicarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-2165325751435911993?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/2165325751435911993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/popolarita-del-sequestro.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2165325751435911993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2165325751435911993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/popolarita-del-sequestro.html' title='Popolarità del sequestro'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SedmI7oEWNI/AAAAAAAAAP0/5fnmzMPPnFY/s72-c/socialism.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-3782509835701061029</id><published>2009-04-09T23:26:00.027+02:00</published><updated>2009-04-24T03:09:57.250+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='insurrezione'/><title type='text'>L'insurrezione che viene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sd5yZfoI-cI/AAAAAAAAAPk/faMf7vdY3sg/s1600-h/execution-louisxvi-1793.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 173px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sd5yZfoI-cI/AAAAAAAAAPk/faMf7vdY3sg/s200/execution-louisxvi-1793.jpg" alt="" title="L'esecuzione di Luigi XVI, 1793" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322817591910660546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Mentre i ripetuti sequestri di manager da parte di impiegati e operai raccolgono il &lt;a href="http://www.lexpress.fr/actualites/2/les-francais-comprennent-les-sequestrations-de-patrons_752242.html"&gt;consenso&lt;/a&gt; del 45% dei francesi, la polizia dà la &lt;a href="http://www.rue89.com/2009/04/09/affaire-coupat-un-editeur-entendu-par-lantiterrorisme"&gt;caccia&lt;/a&gt; all'autore del libro "L'insurrezione che viene", considerato pericoloso. Ne traduciamo un capitolo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'insurrezione, non abbiamo più nemmeno idea di come cominci. Sessant'anni di pacificazione e di sospensione dei rivolgimenti storici, sessant'anni di anestesia democratica e di amministrazione degli avvenimenti hanno indebolito in noi quella certa percezione brutale del reale, il senso partigiano della guerra in corso. E' questa percezione che bisogna recuperare, per cominciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;indignarsi&lt;/span&gt; del fatto che da cinque anni si applica una legge notoriamente anticostituzionale come la legge sulla Sicurezza quotidiana. E' vano protestare legalmente contro la compiuta implosione del quadro legale. Bisogna organizzarsi di conseguenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;impegnarsi&lt;/span&gt; in questo o quel collettivo civico, in questo o quel vicolo senza uscita della sinistra radicale, nell'ultima impostura associativa. Tutte le organizzazioni che pretendono di contestare l'ordine presente hanno esse stesse, oltretutto per finta, la forma, i costumi e il linguaggio di Stati in miniatura. Tutte le velleità di "agire politicamente altrimenti" non hanno contribuito, finora, se non all'estensione indefinita dei tentacoli statali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Non c'è da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;reagire&lt;/span&gt; alle notizie del giorno, ma da comprendere ogni informazione come un'operazione mediatica, in un campo ostile di strategie da decifrare: un'operazione mirante proprio a suscitare in questo o in quello, questo o quel tipo di reazione; e c'è da considerare questa operazione come la vera informazione contenuta nell'informazione apparente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è più da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;aspettare&lt;/span&gt; - una schiarita, la rivoluzione, l'apocalisse nucleare o un movimento sociale. Attendere ancora è una follia. La catastrofe non è quel che viene, ma quel che c'è già. Noi ci situiamo sin d'ora &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nel&lt;/span&gt; movimento del crollo di una civiltà. E' qui che bisogna prender partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non aspettare più, è in un modo o nell'altro entrare nella logica insurrezionale. E' udire di nuovo, nella voce dei nostri governanti, quel leggero tremolio di terrore che non li abbandona. Giacché governare non è mai stato nient'altro che rinviare, per mille sotterfugi, il momento in cui la folla ti impiccherà. Ed ogni atto di governo, nient'altro che un modo per non perdere il controllo della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi partiamo da uno stato di estremo isolamento, di estrema impotenza. Del processo insurrezionale, tutto è da costruire. Niente sembra meno probabile di un'insurrezione, ma niente è più necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da Comité Invisible, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'insurrection qui vient&lt;/span&gt;, La fabrique, 2007, pp. 82-84; &lt;a href="http://www.bloom0101.org/pdf_Insurrection.pdf"&gt;scarica il pdf&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.lafabrique.fr/catalogue.php?idArt=215"&gt;compralo dall'editore&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-3782509835701061029?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/3782509835701061029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/linsurrezione-che-viene.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3782509835701061029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/3782509835701061029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/linsurrezione-che-viene.html' title='L&apos;insurrezione che viene'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sd5yZfoI-cI/AAAAAAAAAPk/faMf7vdY3sg/s72-c/execution-louisxvi-1793.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-2783312800405516837</id><published>2009-04-08T01:12:00.040+02:00</published><updated>2009-04-24T03:17:40.318+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pubblicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='share'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sciacallaggio'/><title type='text'>Share &amp; sciacalli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sdwf3C_TouI/AAAAAAAAAPU/1qmD0WYkEfg/s1600-h/volto-abruzzo.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 85px; height: 96px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sdwf3C_TouI/AAAAAAAAAPU/1qmD0WYkEfg/s200/volto-abruzzo.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322163890200748770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;All'indomani del terremoto che il 6 aprile ha fatto 250 morti in Abruzzo, il TG1 brinda all'aumento dello share, grazie a cui venderà meglio la sua pubblicità. Ma sono incassi da restituire alle vittime del terremoto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si direbbe che a Gianni Riotta non sia parso vero: sangue distruzione e morte, scosse percepite fino a Napoli e a Roma, e lo share che schizza su, fin dal primo mattino. Un terzo del pubblico si incolla al TG1 e non lo molla fino a sera. Reazione umana, nello spettatore, che ne suscita una bestiale, nel giornalista. Infatti l'indomani il TG1 festeggia: grazie al disastro, esulta Susanna Petruni, gli ascolti sono a livelli record. In un dettagliatissimo minuto dell'edizione delle 13:30 (segnalato da &lt;a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/04/07/piano_casa.html"&gt;Marco Travaglio&lt;/a&gt; che cita &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=yMWnFjd9FsM"&gt;Roberto Corradi&lt;/a&gt;), la conduttrice snocciola tutti i numeri che permettono di monetizzare in introiti pubblicitari i cadaveri ancora caldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C9kD0DRdxRA&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/C9kD0DRdxRA&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo 'riflesso dello sciacallo' non contraddistingue, naturalmente, solo Riotta. &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=niOdeM_gUyM"&gt;Bruno Vespa&lt;/a&gt; ne offre da par suo una versione particolarmente ributtante, facendosi riprendere mentre raccatta un orsetto di pelouche tra le macerie, bofonchiando che se ne trovano di simili in tutti i terremoti. Sciacallo in grande stile, Vespa esibisce un sincero disprezzo verso i suoi colleghi più sfortunati, gli sciacalli non mediatici, quelli che per rubare devono entrare di notte nelle case diroccate, e non esita a rievocarne con nostalgia &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=W7EE9JfKvio"&gt;la fucilazione&lt;/a&gt;, in voga ai bei tempi del fascio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Allo stesso 'riflesso' non si sottrae neppure il civilissimo &lt;a href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;amp;vxChannel=tuttiivideo&amp;amp;vxClipId=2524_aed9effa-2389-11de-aefc-00144f02aabc&amp;amp;vxBitrate=300"&gt;Ferruccio De Bortoli&lt;/a&gt;, che lo cucina in salsa liberaldemocratica. Nel suo suadente discorso di reinsediamento al Corriere in stile obamesco, diffuso ieri su Internet, il civilissimo elogia i suoi per come hanno saputo sfruttare la catastrofe per far aumentare le vendite del giornale e le visite del sito. Nell'atto stesso di indirizzarsi ai giornalisti dilettanti della rete, con l'intento di farseli amici e di sedurli, anche il miglior professionista dell'informazione dell'era berlusconiana non può che esibire il suo lato più osceno, quello di trafficante di disgrazie e venditore di lutti altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ottica della rete, a costoro non si può che rispondere con una domanda (la stessa in fondo che &lt;a href="http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/dichiarazione-dei-diritti-di-luther.html"&gt;Luther Blissett&lt;/a&gt; formulava 14 anni fa):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con quale diritto vendete agli inserzionisti l'attenzione che i volti, le vite, gli affetti, le città distrutte della popolazione abruzzese suscitano nel pubblico? Con quale diritto, cioè, vendete una cosa non vostra, che non avete prodotto voi? Giacché voi non siete che gli intermediari (i "media") di un'attenzione prodotta altrove e da altri (in questo caso, da un fenomeno naturale e da una popolazione). Perché dunque gli enormi proventi della pubblicità che affiancate alle notizie del terremoto, non li condividete con le persone e con gli ambienti che hanno prodotto quei fatti in originale, prima che voi ne diffondeste delle copie fotografiche o audiovisive accompagnate da commenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa in fondo è la domanda vera che la rete pone. E cioè, più in generale: se la produzione è perfettamente sociale, perché il reddito è perfettamente privato? Forse, nella risposta a questa domanda sta anche un pezzetto della risposta alla crisi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-2783312800405516837?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/2783312800405516837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/share-sciacalli.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2783312800405516837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/2783312800405516837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/share-sciacalli.html' title='Share &amp; sciacalli'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sdwf3C_TouI/AAAAAAAAAPU/1qmD0WYkEfg/s72-c/volto-abruzzo.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-1163570232226218606</id><published>2009-04-08T00:31:00.033+02:00</published><updated>2009-04-24T03:22:23.583+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pubblicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luther Blissett'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tv'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reddito'/><title type='text'>Reddito garantito per Luther Blissett</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lutherblissett.net/img/luther-blissett-300.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 110px; height: 96px;" src="http://www.lutherblissett.net/img/luther-blissett-300.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Il 4 marzo 2009 la Regione Lazio ha approvato la legge regionale sul reddito minimo garantito. La "Dichiarazione dei Diritti e dei Redditi" di Luther Blissett fu una tappa significativa nella preistoria del percorso che ha portato a questo risultato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 marzo 2009 la Regione Lazio ha approvato la legge regionale sul reddito minimo garantito, che assegna a chiunque non ne disponga e ne faccia richiesta circa 580€ al mese, più un certo numero di servizi gratuiti. La notizia è stata diffusa dal &lt;a href="http://www.bin-italia.org/informa.php?ID_NEWS=31"&gt;BIN - Basic Income Network&lt;/a&gt; che da anni coordina questa rivendicazione su scala internazionale e ne segue le evoluzioni. L'approvazione della legge è l'esito di decenni di dibattiti, lotte, iniziative e prese di posizione, tra cui ricordiamo qui quella di Luther Blisset, elaborata in un'epoca (1995) in cui questi non era ancora uno scrittore celebre (&lt;i&gt;Q&lt;/i&gt;, 1999), ma una rete di individui collegati dall'adozione del nome multiplo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;DICHIARAZIONE DEI DIRITTI E DEI REDDITI DI LUTHER BLISSETT&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'industria dello spettacolo integrato e del comando immateriale mi deve dei soldi. Non scenderò a patti con lei finché non avrò ciò che mi spetta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per tutte le volte che sono comparso in televisione, al cinema o per radio, come passante casuale o come elemento del paesaggio, e la mia immagine non mi è stata pagata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per tutte le volte che le mie tracce, iscrizioni, graffiti, fotografie, disposizioni di oggetti nello spazio (come parcheggi fantasiosi, incidenti catastrofici o spettacolari, atti di vandalismo, abusivismo edilizio, ecc.) sono state usate a mia insaputa da show o telegiornali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per tutte le parole o espressioni di sicuro impatto comunicativo da me coniate nei bar periferici, nelle piazze, ai muretti, nei centri sociali, che sono poi diventate sigle di trasmissioni, potenti slogan pubblicitari o nomi di gelati confezionati, senza che io vedessi una lira.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per tutte le volte che il mio nome ed i miei dati personali sono stati messi al lavoro gratis dentro calcoli statistici, per adattare l'offerta alla domanda, definire strategie di marketing, aumentare la produttività di imprese che non potrebbero essermi più estranee.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per la pubblicità che faccio di continuo indossando magliette, zainetti, calzini, giubbotti, costumi, asciugamani con marchi e slogan commerciali, senza che il mio corpo mi sia remunerato come cartellone pubblicitario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per tutto questo e per molto altro ancora l'industria dello spettacolo integrato mi deve dei soldi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Capisco che sarebbe complicato calcolare singolarmente quanto mi spetta. Ma questo non è affatto necessario, perché io sono Luther Blissett, il multiplo e il molteplice. E ciò che l'industria dello spettacolo integrato mi deve, lo deve ai molti che io sono e me lo deve perché io sono molti. Da questo punto di vista possiamo accordarci quindi per un compenso forfettario generalizzato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non avrete pace finché non avrò i soldi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;MOLTI SOLDI PERCHÉ IO SONO MOLTI: REDDITO DI CITTADINANZA PER LUTHER BLISSETT!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da "Luther Blissett - Rivista Mondiale di Guerra Psichica", n.3, Inverno 95/96)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-1163570232226218606?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/1163570232226218606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/dichiarazione-dei-diritti-di-luther.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/1163570232226218606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/1163570232226218606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/dichiarazione-dei-diritti-di-luther.html' title='Reddito garantito per Luther Blissett'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-6001584495687557731</id><published>2009-03-10T18:03:00.043+01:00</published><updated>2009-03-11T14:23:55.783+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tv'/><title type='text'>La voce del padrone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbakAjIFU1I/AAAAAAAAAN0/DdrEzwfLPqY/s1600-h/propaganda.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 110px; height: 80px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbakAjIFU1I/AAAAAAAAAN0/DdrEzwfLPqY/s200/propaganda.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311613139866178386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;La misurazione del tempo di voce che i telegiornali concedono ai politici restituisce l'immagine di un'informazione faziosamente schierata a destra, soprattutto in casa Mediaset.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'informazione televisiva nettamente orientata a destra, con le tre reti Mediaset più a destra delle tre reti Rai, e con l'unica eccezione costituita dal Tg3. Sono i risultati di uno studio di Ruben Durante e Brian Knight (&lt;a href="http://www.nber.org/papers/w14762" target="_blank"&gt;NBER&lt;/a&gt; 2009, ripreso da &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000987.html" target="_blank"&gt;Puglisi&lt;/a&gt; 2009), che quantifica l'orientamento dei sei telegiornali basandosi sul tempo di parola concesso ai politici dei due schieramenti. Nell'ordine dal più sinistrorso al più destrorso: Tg3, Tg1, Tg2, Tg5, Studio Aperto, Tg4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba2tYdVq4I/AAAAAAAAAN8/1Y-yS4paSKM/s1600-h/durante-knight_tg5_2009.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 232px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba2tYdVq4I/AAAAAAAAAN8/1Y-yS4paSKM/s320/durante-knight_tg5_2009.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311633701305953154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un diagramma per ogni telegiornale (qui a lato: B1=Tg5) rappresenta il tempo di parola dato ai politici della maggioranza (in verde) e dell'opposizione (in rosso), in tre periodi: prima del 2001 (governo di centrosinistra); tra il 2001 e 2006 (governo di centrodestra); dopo il 2006 (governo di centrosinistra).&lt;br /&gt;In tutti i telegiornali, tranne il Tg3 (=P3), il predominio vocale del governo in carica aumenta, se il governo è di destra, diminuisce se è di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba6KA0dT8I/AAAAAAAAAOE/q_USoyfxgqI/s1600-h/durante-knight_tg1_2009.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 233px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba6KA0dT8I/AAAAAAAAAOE/q_USoyfxgqI/s320/durante-knight_tg1_2009.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311637491711561666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel meno squilibrato, il Tg1 (P1), il predominio del governo di destra è di un 70/30%, mentre quello del governo di sinistra è di un 65/35%. Nel caso del Tg5 (B1) e del Tg2 (P2), il governo di destra surclassa la voce dell'opposizione con un 70/30%, il governo di sinistra con un 60/40%. Nel caso poi del Tg4 (B3) e di Studio Aperto (B2), la destra ha una preponderanza di un 85/15% quando è al governo, e la mantiene anche quando va all'opposizione, con un 48/52% (B2) e con un 30/70% (B3). Solo sul Tg3 (P3), il predominio vocale della sinistra al governo (70/30%) è maggiore di quello della destra (52/48%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba_gxsuO4I/AAAAAAAAAOU/8ksFPVk8XUI/s1600-h/durante-knight_tg2_2009.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 231px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba_gxsuO4I/AAAAAAAAAOU/8ksFPVk8XUI/s320/durante-knight_tg2_2009.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311643380347714434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il Tg3 risulta dunque più fazioso del Tg5 e del Tg2, ma meno di Studio Aperto e del Tg4. Il Tg4 è il più fazioso in assoluto, con una differenza approssimativa tra governo di destra (85%) e governo di sinistra (35%) pari a +50% circa. Seguono Studio Aperto (+40%), Tg3 (-20%), Tg2 e Tg5 (+10%) e Tg1 (+5%). Solo il Tg3, quindi, concede più tempo ai governi di sinistra che a quelli di destra. Solo il Tg4 e Studio Aperto, concedono più tempo sempre alla stessa parte politica, la destra, che sia al governo o che sia all'opposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba_IMY7skI/AAAAAAAAAOM/DDwmpPYHxrU/s1600-h/durante-knight_sa_2009.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 233px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba_IMY7skI/AAAAAAAAAOM/DDwmpPYHxrU/s320/durante-knight_sa_2009.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311642958015738434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba_3DUuFmI/AAAAAAAAAOc/n-C98BQUpPg/s1600-h/durante-knight_tg4_2009.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 231px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/Sba_3DUuFmI/AAAAAAAAAOc/n-C98BQUpPg/s320/durante-knight_tg4_2009.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311643763036001890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbbAAwBa8CI/AAAAAAAAAOk/SmzB-Ht96Ks/s1600-h/durante-knight_tg3_2009.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 233px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbbAAwBa8CI/AAAAAAAAAOk/SmzB-Ht96Ks/s320/durante-knight_tg3_2009.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311643929653473314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-6001584495687557731?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/6001584495687557731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/la-voce-del-padrone.html#comment-form' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6001584495687557731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6001584495687557731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/la-voce-del-padrone.html' title='La voce del padrone'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbakAjIFU1I/AAAAAAAAAN0/DdrEzwfLPqY/s72-c/propaganda.gif' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-6201782594673627562</id><published>2009-03-01T10:00:00.006+01:00</published><updated>2009-03-10T01:15:00.382+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='conflitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reddito'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lobby'/><title type='text'>Obama pronto al conflitto "di classe"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbHUKMKj0FI/AAAAAAAAAMs/m98d0B3R2UY/s1600-h/obama-progress.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 66px; height: 96px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbHUKMKj0FI/AAAAAAAAAMs/m98d0B3R2UY/s200/obama-progress.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310258707175821394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Nel video-messaggio di fine febbraio Obama annuncia la sua politica di redistribuzione del reddito e sfida apertamente le lobby finanziarie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il post &lt;a title="Whitehouse.org" href="http://www.whitehouse.gov/blog/09/02/28/Keeping-Promises/" target="_blank"&gt;Keeping Promises&lt;/a&gt; “Mantenere le promesse”, pubblicato ieri sul blog della Casa Bianca è una vera e propria dichiarazione di guerra al 5% degli americani più ricchi e alle loro attività di lobbying, in nome del mandato popolare “per il cambiamento” ricevuto con le elezioni di novembre. Ecco il discorso di Obama, seguito da una traduzione del passaggio centrale:&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: center; display: block;"&gt;&lt;object width="280" height="231"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sTbT3LzNmDA&amp;amp;rel=1&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0"&gt; &lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt; &lt;param name="wmode" value="transparent"&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sTbT3LzNmDA&amp;amp;rel=1&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="280" height="231"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;big&gt;« &lt;/big&gt;Io so che queste decisioni non si accordano bene con gli interessi particolari dei lobbisti che hanno investito in un vecchio modo di fare affari, e so che, mentre noi parliamo, costoro si stanno organizzando per combattere. Il mio messaggio per loro è questo - Anch’io.&lt;big&gt; »&lt;/big&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Oggi anche &lt;a title="Repubblica 01.03.2009" href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/crisi-17/svolta-america/svolta-america.html" target="_blank"&gt;Eugenio Scalfari&lt;/a&gt; su Repubblica sottolinea la portata di questo passaggio:&lt;p&gt;&lt;big&gt;« &lt;/big&gt;Obama ha alzato l’asticella degli obiettivi e, oltre a quelli macroeconomici, ha inserito riforme strutturali e una redistribuzione sociale del reddito senza precedenti. E’ il caso di dire che si è bruciato gli ormeggi alle spalle affrontando lo scontro con i ceti più ricchi, minoritari nel numero ma maggioritari nel possesso e nel controllo della ricchezza e del potere sociale. Neppure Roosevelt era arrivato a tanto e non parliamo di Kennedy e neppure di Clinton. Questa cui stiamo assistendo è la prima vera svolta a sinistra degli Stati Uniti d’America.&lt;big&gt; »&lt;/big&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel pomeriggio, la notizia è scomparsa dai titoli in homepage di Repubblica (compreso l’editoriale del suo fondatore, sebbene datato oggi), così come da quelli del Corriere e della Stampa. Sul Corriere, un editoriale di &lt;a title="Corriere 01.03.09" href="http://www.corriere.it/editoriali/09_marzo_01/angelo_panebianco_usa_preicoli_nuovo_corso_a8e1b8d0-0638-11de-bafb-00144f02aabc.shtml" target="_blank"&gt;Angelo Panebianco&lt;/a&gt; spiega “i pericoli” che la classe dirigente italiana vede nel nuovo corso di Obama (pericoli non per le sue rendite, beninteso, ma “per la democrazia”).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Già all’indomani dell’investitura, a noi &lt;a title="Obama, dura lex sed net" href="http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/obama-dura-lex-sed-net.html"&gt;era risultato chiaro&lt;/a&gt; che Obama, finanziato ed eletto grazie alla partecipazione popolare organizzata in rete, non avrebbe tradito i suoi elettori tanto facilmente, e che il profilo moderato del suo governo era un modo per pararsi le spalle in vista di politiche più radicali. &lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-6201782594673627562?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/6201782594673627562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/obama-pronto-al-conflitto-di-classe.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6201782594673627562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6201782594673627562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/obama-pronto-al-conflitto-di-classe.html' title='Obama pronto al conflitto &quot;di classe&quot;'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbHUKMKj0FI/AAAAAAAAAMs/m98d0B3R2UY/s72-c/obama-progress.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-7790801881259551786</id><published>2009-02-27T01:41:00.004+01:00</published><updated>2009-04-19T12:11:45.854+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='soru'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tv'/><title type='text'>Tecniche di Propaganda 2</title><content type='html'>In un video postato su Youtube il 09.02.09 &lt;a href="http://www.youtube.com/user/alabama531"&gt;Alabama531&lt;/a&gt; pubblica una bella analisi della tecnica televisiva del TG5 alla vigilia delle elezioni in Sardegna: tutti i trucchi di ripresa e di montaggio per far apparire Cappellacci moderno e vincente, Soru sorpassato e perdente. Per fare questo lavoro, Alabama ha usato il sistema di &lt;a href="http://www.youtube.com/t/annotations_about"&gt;Annotazioni&lt;/a&gt; di YouTube che permettere di interporre testi di commento tra il video e chi lo guarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2wHYM5GRWP8&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/2wHYM5GRWP8&amp;amp;hl=fr&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-7790801881259551786?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/7790801881259551786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/02/tecniche-di-propaganda-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/7790801881259551786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/7790801881259551786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/02/tecniche-di-propaganda-2.html' title='Tecniche di Propaganda 2'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-8808430402046249413</id><published>2009-02-25T19:00:00.002+01:00</published><updated>2009-03-10T01:16:15.200+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tv'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='analfabetismo'/><title type='text'>Alphabetical divide</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbHY64ovq2I/AAAAAAAAAM0/SYtgKRntczk/s1600-h/mind-control.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 85px; height: 96px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbHY64ovq2I/AAAAAAAAAM0/SYtgKRntczk/s200/mind-control.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310263941793819490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si parla spesso del &lt;em&gt;digital divide&lt;/em&gt; italiano, ma non a sufficienza dell’&lt;em&gt;alphabetical divide&lt;/em&gt;, cioè del fatto che il 65% della popolazione non possiede competenze alfabetiche sufficienti a comprendere un articolo di giornale o ad interpretare un diagramma come quello qui sotto. L’&lt;em&gt;alphabetical divide &lt;/em&gt;spiega molto del &lt;em&gt;digital divide, &lt;/em&gt;perché un computer è fatto per metà di una tastiera alfabetica, e perché Internet è un luogo a cui si accede digitando parole scritte (anche perché in fondo è fatto di scritture: 001010, IF, body, etc.). &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/analfabetismo-e-media.png"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-624" title="Analfabetismo e media" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/analfabetismo-e-media.png?w=383&amp;amp;h=332" alt="analfabetismo-e-media" width="383" height="332" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: left;"&gt;Ovviamente, la quota di popolazione &lt;a title="Leggi articolo lungo sul tema" href="http://linguaditerra.wordpress.com/2009/02/25/corruzione-crisi-linguistica/" target="_blank"&gt;funzionalmente analfabeta&lt;/a&gt; o semianalfabeta è raggiunta solo dai media “non alfabetici”, come la radio, il telefonino e la televisione, che nella maggioranza dei casi è l’unica fonte di informazione. L’&lt;em&gt;alphabetical divide &lt;/em&gt;permette forse di capire meglio perché certi scandali politici, che tutte le persone colte conoscono, non “pesano” elettoralmente. Il grafico sopra è stato ottenuto incrociando i dati &lt;a title="International Adult Literacy Survey" href="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/international-adult-literacy-survey-2001.png" target="_blank"&gt;OCSE&lt;/a&gt; (2001) sull’analfabetismo funzionale con i dati &lt;a title="Su Gandalf" href="http://www.gandalf.it/cens2006/c2006.htm" target="_blank"&gt;Censis&lt;/a&gt; (2006) sull’uso dei diversi media da parte della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: left;"&gt;Ne approfitto per segnalare qui il sito del &lt;a href="http://www.cognitiveliberty.org/index.html" target="_blank"&gt;Center for Cognitive Liberty &amp;amp; Ethics&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-8808430402046249413?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/8808430402046249413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/alphabetical-divide.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/8808430402046249413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/8808430402046249413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/alphabetical-divide.html' title='Alphabetical divide'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbHY64ovq2I/AAAAAAAAAM0/SYtgKRntczk/s72-c/mind-control.gif' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-5332681861617235132</id><published>2009-02-25T00:30:00.003+01:00</published><updated>2009-04-24T03:37:07.351+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='corruzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lobby'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='analfabetismo'/><title type='text'>Corruzione e crisi "linguistica" dell'economia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbE4elJ_RcI/AAAAAAAAAMg/pCt8JmEssBk/s1600-h/haile_wealth_2005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 96px; height: 66px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbE4elJ_RcI/AAAAAAAAAMg/pCt8JmEssBk/s200/haile_wealth_2005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310087533667763650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;L’Italia è il Paese più corrotto dell’Europa occidentale, e quello con la crescita più lenta. Uno studio ONU collega i due fenomeni chiamando in causa l’analfabetismo funzionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;1. Secondo il rapporto di &lt;a title="Corruption Perceptions Index" href="http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2008" target="_blank"&gt;Transparency International&lt;/a&gt; del 2008, l’Italia è considerata dagli esperti il Paese più corrotto dell’Europa occidentale. Nella classifica dei Paesi più virtuosi (in giallo e in arancione nella figura sotto), occupa infatti solo il 55° posto, pur essendo la &lt;a title="Dati FMI su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_GDP_%28nominal%29" target="_blank"&gt;settima economia&lt;/a&gt; del mondo: è preceduta dalla quasi totalità dei Paesi OCSE ed anche da diversi Paesi poveri come il Cile (23), l’Uruguay (23), il Botswana (36), il Bhutan (45) e la Malesia (47).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/corruption-perceptions-index-2008.png" target="_blank"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-260 aligncenter" style="border: 1px solid black; margin: 15px 0px 20px;" title="Corruption Perceptions Index 2008" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/corruption-perceptions-index-2008.png?w=560&amp;amp;h=366" alt="Corruption Perceptions Index 2008" width="560" height="366" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;D’altra parte, i dati del &lt;a title="FMI Data Mapper" href="http://www.imf.org/external/datamapper/index.php" target="_blank"&gt;Fondo Monetario Internazionale&lt;/a&gt; (2008) indicano che l’Italia è anche, con la sola eccezione dell’Irlanda, il Paese con la crescita economica più debole dell’Europa occidentale, l’unico ad aver chiuso l’anno in negativo con un -0,1%. Inoltre, secondo il rapporto &lt;a title="OECD in Figures" href="http://www.oecd.org/dataoecd/44/17/41733586.pdf" target="_blank"&gt;OECD in Figures&lt;/a&gt; (2008), la media della crescita italiana (+1,7%) negli ultimi vent’anni (1987-2007) è stata la più bassa dei Paesi OCSE.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo &lt;a title="Wealth Distribution, Lobbying and Economic Growth" href="http://www.wider.unu.edu/publications/working-papers/research-papers/2005/en_GB/rp2005-21/_files/78091755012752748/default/rp2005-21.pdf" target="_blank"&gt;Daniel Haile&lt;/a&gt; (2005) dell’&lt;a title="United Nations University - World Institute for Development Economics Research" href="http://www.wider.unu.edu/publications/en_GB/index/" target="_blank"&gt;UNU-WIDER&lt;/a&gt;, è possibile spiegare con un modello matematico come l’alto tasso di corruzione contribuisca a rallentare la crescita economica.&lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;p&gt;2. La premessa di Haile è che la corruzione di un Paese (in blu nelle figure sotto) tende ad essere:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;inversamente proporzionale alla redistribuzione fiscale delle ricchezze (in rosso a sinistra)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;inversamente proporzionale all’istruzione della popolazione (in giallo a destra)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;direttamente proporzionale alle diseguaglianze di reddito (in giallo a sinistra, in rosso a destra).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/haile_wealth_20051.png" target="_blank"&gt;&lt;img style="margin: 10px 15px 10px 0px;" title="haile_wealth&amp;amp;lobbies_2005" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/haile_wealth_20051.png?w=575&amp;amp;h=220" alt="haile_wealth&amp;amp;lobbies_2005" width="575" height="220" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p&gt;La conclusione Haile è che (a) la corruzione esercitata dai ceti ricchi sulla classe politica, per consolidare (b) le diseguaglianze di reddito, spinge (c) lo Stato a ridurre la redistribuzione delle ricchezze mediante le tasse, scendendo al di sotto dei livelli ottimali per la crescita. Questa riduzione limita (d) le risorse che lo Stato può investire nell’istruzione pubblica, abbassando (e) il livello di alfabetizzazione della popolazione. Cosa che ostacola (f) la diffusione dell’innovazione tecnologica, privando così (g) l’economia di uno dei principali fattori di crescita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;3. I dati relativi alla situazione italiana sembrano adattarsi punto per punto a questo modello.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(a) Anzitutto, la dimensione del problema corruzione è esemplificata dal rapporto &lt;a title="Confesercenti" href="http://www.confesercenti.it/documenti/allegati/2008sosimp.pdf" target="_blank"&gt;SOS Impresa - Confesercenti&lt;/a&gt; (2007), secondo cui la mafia è la prima “azienda” italiana, con 130 miliardi di € di fatturato annuo. A titolo indicativo, il &lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Fiat" target="_blank"&gt;Gruppo Fiat&lt;/a&gt;, prima azienda industriale italiana, fattura 58,9 mld €, il &lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unicredit" target="_blank"&gt;Gruppo Unicredit&lt;/a&gt;, terzo gruppo bancario europeo, fattura 77 mld €, e il &lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fininvest" target="_blank"&gt;Gruppo Fininvest&lt;/a&gt; ne fattura 6,1. Su scala internazionale, &lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/General_Motors" target="_blank"&gt;General Motors&lt;/a&gt; dichiara 207,3 mld $ l’anno (162 mld €), il gruppo &lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/IBM" target="_blank"&gt;IBM&lt;/a&gt; 91,4 mld $ (71,4 mld €) e infine &lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google" target="_blank"&gt;Google&lt;/a&gt; 10,6 mld $ (7,8 mld €). In pratica, dunque, la mafia è tra le poche “aziende” italiane che, per dimensioni finanziarie, non temono la globalizzazione. Inoltre, siccome ha utili molto ingenti (90 mld €) e il sistema bancario è in crisi di liquidità, questo peso finanziario non può che convertirsi in un ampio potere di condizionamento politico sul sistema Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(b) In secondo luogo, l’Italia è il 6° Paese OCSE con il più alto tasso di diseguaglianza sociale, secondo il rapporto &lt;a title="OECD Media report 2008" href="http://www.oecd.org/dataoecd/48/56/41494435.pdf" target="_blank"&gt;Growing Unequal&lt;/a&gt; (2008) dell’OCSE stessa (grafico sotto). La media dei redditi del 10% più ricco della popolazione vale circa 10,6 volte quella del 10% più povero: un fattore nettamente superiore alla media (8,9 volte), che in Europa è secondo solo a quelli del Portogallo e della Polonia. Paesi come il Regno Unito, la Spagna e la Grecia si collocano intorno alla media, mentre in Francia e nei paesi scandinavi i redditi più alti sono solo 5 o 6 volte superiori a quelli più bassi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.wordpress.com/2009/02/25/corruzione-crisi-linguistica/oecd-growing-unequal-2008/" target="_blank"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-353 aligncenter" style="border: 1px solid black; margin: 10px 15px 10px 0px;" title="Diseguaglianze di reddito nei paesi OCSE" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/oecd-growing-unequal-2008.png?w=258&amp;amp;h=300" alt="OECD Growing unequal 2008" width="258" height="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(c) In terzo luogo, anche se è vero che la pressione fiscale in Italia è abbastanza alta (43,3% del PIL nel 2007, 6° Paese dell’&lt;a title="Clicca e vedi Public Sector - Taxation - Revenue Statistics" href="http://stats.oecd.org/WBOS/index.aspx" target="_blank"&gt;OCSE&lt;/a&gt;), tuttavia la sua funzione redistributiva è decurtata da una forte tendenza all’evasione fiscale, che avvantaggia soprattutto i ceti medio-alti. In teoria, lo Stato impone una tassazione progressiva, che dovrebbe riequilibrare le diseguaglianze sociali, prelevando più dai ricchi che dai poveri. In pratica, obbliga a pagare solo i poveri e tollera che i ricchi evadano le tasse. Secondo la &lt;a title="Repubblica 19.02.2009" href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/fisco-evasione/duecento-miliardi/duecento-miliardi.html" target="_blank"&gt;Direzione del Dipartimento delle Finanze&lt;/a&gt;, l’evasione ammontava nel 2006 a 200 mld € l’anno, pari al 13,7% del PIL. A titolo indicativo, l’intero &lt;a title="Sole 24 Ore 17.02.09" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/02/obama-piano-crisi.shtml" target="_blank"&gt;piano di rilancio&lt;/a&gt; dell’economia americana varato da Obama il 16 febbraio scorso ammonta a poco più del triplo di questa cifra (787 mld $, 655 mld €).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(d) Queste risorse sottratte alla finanza pubblica si traducono in tagli alla spesa, e in primo luogo al settore storicamente negletto dell’istruzione e della ricerca. L’intero settore costava allo Stato, nel 2005, 67,9 mld €: un terzo dell’evasione fiscale. La riforma Gelmini l’ha ridimensionato per risparmiare circa 7,8 mld €: il 3,9% dell’evasione. Ma questi tagli incidono su una spesa già tradizionalmente sotto-dimensionata. Secondo il rapporto OCSE &lt;a title="Education at a Glance 2008" href="http://www.oecd.org/dataoecd/23/46/41284038.pdf" target="_blank"&gt;Education at a Glance&lt;/a&gt; (2008), la spesa dell’Italia per l’istruzione di ogni livello, se calcolata in percentuale sul PIL (4,4%), è nettamente inferiore alla media (5,4%) e superiore solo a quelle di Repubblica Ceca (4,3%), Spagna (4,2%), Grecia (4,0%) e Slovacchia (3,9%). Se invece la si calcola in percentuale sulla spesa pubblica complessiva (9,3%), allora, oltre ad essere inferiore alla media (13,2%), è anche la più bassa in assoluto (grafico sotto: le colonne azzurre indicano i valori del 2005, i pallini blu quelli del 2000).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/ocse-istruzione-su-spesa-pubblica-2000-2005.png" target="_blank"&gt;&lt;img class="size-medium wp-image-435 aligncenter" style="border: 1px solid black; margin: 10px 15px 10px 0px;" title="ocse-istruzione-su-spesa-pubblica-2000-2005" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/ocse-istruzione-su-spesa-pubblica-2000-2005.png?w=394&amp;amp;h=273" alt="ocse-istruzione-su-spesa-pubblica-2000-2005" width="394" height="273" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(e) La modesta entità degli investimenti non può che tradursi in una modesta entità dei risultati. Sempre secondo l’OCSE, sul totale della popolazione italiana tra i 25 e i 64 anni, il 16% ha la licenza elementare o meno, il 33% ha la licenza media, il 38% ha un diploma e il 13% ha una laurea o più. Metà della popolazione italiana è ferma dunque alla scuola dell’obbligo (49%), contro una media OCSE di un terzo della popolazione (31%). Solo quattro Paesi hanno una quota di diplomati inferiore alla nostra (51%). Se poi si guarda ai laureati (13%), soltanto la Turchia (10%) ci strappa il primato di Paese meno istruito tra le economie avanzate (dove la media è del 27%). Le cose non cambiano se si scompone il dato per classi di età (grafico sotto): il raddoppio dei laureati, dalla classe dei sessantenni (9%) a quella dei trentenni (17%), non impedisce che l’Italia passi dal quart’ultimo al terz’ultimo posto (a pari merito con la Slovacchia, e senza contare il Brasile che non è membro OCSE), perché altri Paesi sono cresciuti più in fretta (Messico e Portogallo).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/ocse-tasso-laureati-nel-tempo-2005.png" target="_blank"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-458" style="border: 1px solid black; margin: 10px 15px 10px 0px;" title="OCSE - Tasso laureati - 2005" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/ocse-tasso-laureati-nel-tempo-2005.png?w=389&amp;amp;h=273" alt="ocse-tasso-laureati-nel-tempo-2005" width="389" height="273" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(f) Sarebbe riduttivo a questo punto considerare l’istruzione come una semplice problematica sociale: nella società della conoscenza, essa è una condizione imprescindibile dell’efficienza economica del sistema. Non a caso, dal 1998 l’OCSE rileva il grado di alfabetismo delle popolazioni trattandolo come un indicatore economico. L’&lt;span class="HeaderText"&gt;&lt;a title="Literacy in the Information Age - link commerciale" href="http://www.oecdbookshop.org/oecd/display.asp?TAG=XCQP78XX5X58X935XH8WGW&amp;amp;CID=&amp;amp;LANG=EN&amp;amp;SF1=DI&amp;amp;ST1=5LMQCR2KBKHF" target="_blank"&gt;OCSE&lt;/a&gt; (2001) &lt;/span&gt;non si limita a testare chi sa leggere e scrivere, ma definisce quattro profili di specialità e cinque livelli di competenza, per valutare “come gli adulti utilizzano l’informazione per operare nella società e nell’economia”. I quattro profili di specialità sono: 1. leggere un testo in prosa, 2. interpretare un documento di testo e immagini, 3. fare dei calcoli, 4. risolvere dei problemi logici. Limitandoci al primo profilo (diagramma sotto; non troppo dissimile dagli altri), i cinque livelli di competenza quantificano le quote di popolazione capaci di fare cose come le seguenti:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/international-adult-literacy-survey-2001.png" target="_blank"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-465" style="border: 1px solid black; margin: 10px 30px 10px 0px;" title="International Adult Literacy Survey - Prose - 2001" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/international-adult-literacy-survey-2001.png?w=387&amp;amp;h=203" alt="international-adult-literacy-survey-2001" width="387" height="203" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt;(in blu) Trovare in un testo molto breve un’informazione semplice e già nota, come ad esempio un nome. Un 35% degli italiani non va oltre questo livello di competenza.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;(in rosso) Confrontare o addizionare due informazioni semplici presenti in un testo breve, evitando eventuali tranelli. Un altro 30% circa si attesta su questo livello e non supera il successivo.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;(in giallo) Rispondere a una semplice domanda riassumendo le informazioni ricavate da un testo lungo. E’ considerato dall’OCSE il livello minimo per orientarsi nella società dell’informazione. Non più del 35% degli italiani lo possiede e un 26% non va oltre.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;e  5. (in celeste, confuse) Rispondere a domande condizionali (&lt;em&gt;se x, allora y ?&lt;/em&gt;), facendo deduzioni logiche dall’incrocio di diversi testi lunghi. Circa il 9% degli italiani possiede questo tipo di competenze.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p&gt;In breve, il 65% della popolazione italiana non possiede le competenze alfabetiche minime, secondo l’OCSE, per orientarsi nella società dell’informazione (è cioè “funzionalmente analfabeta” o “semianalfabeta”). Mentre meno del 10% possiede le competenze necessarie per orientarvisi in modo critico e creativo. Con quali conseguenze economiche?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(f) Secondo &lt;a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/pls/portal/docs/PAGE/PGP_PRD_CAT_PREREL/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2008/PGE_CAT_PREREL_YEAR_2008_MONTH_12/4-02122008-EN-BP.PDF" target="_blank"&gt;Eurostat&lt;/a&gt; (2008), l’Italia è l’ultimo Paese dell’Europa occidentale per numero di famiglie connesse ad Internet (42%), il terz’ultimo dell’UE-27 (60%) davanti a Bulgaria (25%) e Romania (30%), e l’unico ad aver subito una regressione rispetto al 2007 (43%). Una prima conseguenza di ciò è che, secondo &lt;a title="Eurostat - e-commerce su fatturato 2007" href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=1996,45323734&amp;amp;_dad=portal&amp;amp;_schema=PORTAL&amp;amp;screen=welcomeref&amp;amp;open=/tb/t_icts/t_isoc/t_isoc_tc&amp;amp;language=fr&amp;amp;product=EU_MAIN_TREE&amp;amp;root=EU_MAIN_TREE&amp;amp;scrollto=0" target="_blank"&gt;Eurostat&lt;/a&gt; (2007), il commercio elettronico italiano contribuisce solo per lo 0,9% al fatturato delle imprese, contro una media europea del 4,2%. In pratica, solo Cipro (0,6%) e la Bulgaria (0,5%) fanno meno commercio online. Il dato cambia poco secondo l’&lt;a title="The Future of the Internet Economy" href="http://www.oecd.org/dataoecd/44/56/40827598.pdf" target="_blank"&gt;OCSE&lt;/a&gt; (2008), che annovera una decina di Paesi in cui l’e-commerce vale ormai più del 10% del fatturato (figura sotto), e classifica l’Italia penultima con un 2% circa, davanti alla Slovacchia. Bisogna però considerare che l’e-commerce è solo l’aspetto più appariscente della questione. In realtà, è l’intero comparto dei servizi a risentire dell’apporto di Internet in termini di incrementi di produttività, al punto che, sempre secondo l’OCSE, la produttività di un’azienda è proporzionale alla quota di impiegati connessi in banda larga.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a rel="attachment wp-att-585" href="http://linguaditerra.wordpress.com/2009/02/25/corruzione-crisi-linguistica/ocse_e-commerce_su_fatturato_20082/" target="_blank"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-585" style="margin: 10px 15px 10px 0px;" title="ocse_e-commerce_su_fatturato_20082" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/ocse_e-commerce_su_fatturato_20082.png?w=222&amp;amp;h=300" alt="ocse_e-commerce_su_fatturato_20082" width="222" height="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La debolezza italiana nell’Internet economy è spesso spiegata nei termini di un generico “ritardo culturale” verso le nuove tecnologie, come se si trattasse di acquisire abitudini più moderne. Ma questa ipotesi è smentita da vari dati, e prima di tutto dal fatto che gli italiani, secondo &lt;a title="Eurostat - Cellulari per abitante 2005" href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=1996,45323734&amp;amp;_dad=portal&amp;amp;_schema=PORTAL&amp;amp;screen=welcomeref&amp;amp;open=/tb/t_icts/t_isoc/t_isoc_tc&amp;amp;language=fr&amp;amp;product=EU_MAIN_TREE&amp;amp;root=EU_MAIN_TREE&amp;amp;scrollto=0" target="_blank"&gt;Eurostat&lt;/a&gt;, vantano il terzo posto in UE-27 per numero di cellulari ogni 100 abitanti (134 contro una media di 103: più telefonini che persone). Non si tratta quindi di un rifiuto “delle tecnologie”, ma del rifiuto di &lt;em&gt;una certa &lt;/em&gt;tecnologia, e non di un’altra. Ebbene, dopo quanto si è detto, la ragione appare chiara. La tecnologia rigettata è quella che si basa sulla capacità di leggere e di scrivere su uno schermo, usando una tastiera alfabetica, per accedere a un mondo dove tutto è fabbricato e organizzato mediante la scrittura (dal codice binario all’HTML, dagli URL agli indici di Google). Insomma: un inferno, per quel 65% di italiani che non padroneggia l’alfabeto. E un posto interessante (non certo un paradiso) solo per il rimanente 35%.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;4. In conclusione, il modello di Haile permette di leggere la specificità italiana nei termini di una vera e propria “crisi linguistica” dell’economia, in cui l’innovazione dei prodotti e dei processi è ostacolata dall’alta quota di analfabetismo funzionale della popolazione. Questa quota dipende, come si è visto, dalla storica debolezza della spesa pubblica per l’istruzione, causata da una politica fiscale quasi sempre allergica al principio redistributivo, imposta da una classe dirigente in larga parte rapace e corrotta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come ogni crisi che si rispetti, anche questa è caratterizzata da circuiti di feedback, dove gli effetti retroagiscono sulle cause che li hanno prodotti, rafforzandole ulteriormente. Non c’è “crisi”, cioè, senza “circoli viziosi” che impediscono di uscire dalla crisi. Nel nostro caso, il principale si chiama, con un eufemismo giuridico “conflitto di interessi” (e senza eufemismo “controllo mediatico della popolazione”), e funziona press’a poco così: la classe dirigente corrotta, che ha prodotto la massa degli analfabeti funzionali, ne governa le opinioni attraverso il sistema televisivo, l’unica fonte di informazione per loro disponibile, e ne ottiene in tal modo il consenso elettorale, che la rafforza. Essa dunque non ha interesse a ridurre l’analfabetismo funzionale, che costituisce la vera base quantitativa del suo consenso. Né a sviluppare i nuovi media di tipo alfabetico, che non conosce e non controlla. Anzi, si comporta come se li considerasse una minaccia al suo modo arcaico di esercitare il potere, fondato sull’assenza di trasparenza e di partecipazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Certo, a voler scendere nei dettagli, le cose stanno in modo più complesso. Per esempio, alcuni gruppi sociali esprimono un consenso autentico e liberamente informato, che prescinde dall’influenza televisiva e si fonda su interessi reali (per esempio l’interesse a falsificare i bilanci, per quelli che hanno bilanci da falsificare). Mentre altri, oltre a guardare come tutti la televisione (95%), si informano leggendo i giornali (35%), che non appartengono a un solo gruppo, ma a quattro. Sono però dettagli che non falsano il quadro. Né la cornice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;5. La cornice è l’avvicendamento storico tra due tecnologie cognitive, che sono anche due modelli di organizzazione della società. Il vecchio è destinato a perire. Ma tutto dipende, per noi mortali, da quanto ci metterà, da chi porterà con sé, e da come sarà fatto fuori. Decisiva è la nostra parte, perché tutto avvenga presto e bene.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcuni, specie in Italia, considerano illusioni i propositi di adoperare Internet per difendere i diritti, o per far partecipare le popolazioni alla gestione politica della cosa pubblica. E probabilmente lo sono. Ma, come si dice, i sogni condivisi possono diventare realtà. E, secondo l’OCSE (2008), più della metà di noi condivide questo genere di sogni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://linguaditerra.wordpress.com/2009/02/25/corruzione-crisi-linguistica/ocse_impatto_internet_2008/" target="_blank"&gt;&lt;img class="aligncenter size-medium wp-image-551" style="margin: 10px 15px 10px 0px;" title="OCSE - Impatto di Internet - 2008" src="http://linguaditerra.files.wordpress.com/2009/02/ocse_impatto_internet_2008.png?w=241&amp;amp;h=300" alt="OCSE - Impatto di internet - 2008" width="241" height="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-5332681861617235132?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/5332681861617235132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/corruzione-e-crisi-linguistica.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/5332681861617235132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/5332681861617235132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/corruzione-e-crisi-linguistica.html' title='Corruzione e crisi &quot;linguistica&quot; dell&apos;economia'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbE4elJ_RcI/AAAAAAAAAMg/pCt8JmEssBk/s72-c/haile_wealth_2005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-5386524269260644180</id><published>2009-02-17T14:24:00.000+01:00</published><updated>2009-03-07T03:30:31.834+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='soru'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tv'/><title type='text'>La rete che manca a Soru</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbEpscPO6WI/AAAAAAAAALo/sexuXfVW9II/s1600-h/soru_online.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 96px; height: 96px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbEpscPO6WI/AAAAAAAAALo/sexuXfVW9II/s200/soru_online.jpg" alt="Soru online" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310071279117592930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Il fondatore di Tiscali ha perso le elezioni perché non ha adoperato opportunamente la rete per contrastare lo strapotere televisivo di Mediaset.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Guardo i video di Renato Soru sul &lt;a title="www.renatosoru.it" href="http://www.renatosoru.it/" target="_blank"&gt;suo sito&lt;/a&gt;, all’indomani della sconfitta in Sardegna, e mi domando che cosa gli manca per essere l’Obama italico. Nonostante la recente batosta, infatti, mi sembra ancora la persona più adatta a tirar fuori il Paese dalla caverna catodica. C’è qualcosa di forte in lui, nel suo modo di essere di sinistra, di una sinistra moderata e radicale insieme. E c’è qualcosa di debole. Si tratta di capire cosa.&lt;/p&gt;&lt;span style="text-align: center; display: block;"&gt;&lt;object width="240" height="198"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V-B6FqRVLsk&amp;amp;rel=0&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0"&gt; &lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt; &lt;param name="wmode" value="transparent"&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/V-B6FqRVLsk&amp;amp;rel=0&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="240" height="198"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Comizio di Soru in sardo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;p&gt;Di forte c’è una specie di umanità. Il fatto che è una persona semplice e per bene. Con quella fragilità che non nasconde, quella calvizie senza ricrescita, quella voce che ogni tanto trema ma non si ferma. Poi ci sono le sue idee, che sono chiare e nette, ragionevoli e acute, a volte difficoltose, perché non farlocche, comunque ambiziose e generose. Proteggere il paesaggio e l’economia tradizionale sarda per valorizzarli turisticamente nel quadro di un sistema di garanzie sociali, è quello che qualunque persona di buon senso vorrebbe per la Sardegna. Infine è forte la sua coerenza, il fatto di aver voluto sfanculare la parte cialtrona e miope del PD (l’elettorato lo ha premiato dandogli il 5% in più dei voti attribuiti alla lista). Tutto questo è quanto c’è di forte e nuovo: una persona semplice, intelligente, coraggiosa, onesta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E cosa c’è di debole? Di debole c’è il lamento per il fatto che Berlusconi faccia campagna con tutti i media a sua disposizione, con una “incredibile volontà di conquista” (Cappellacci ha preso il 5% in meno della sua lista). E allora? Anzitutto Berlusconi è sempre quello: lo conosciamo da tempo. E poi la politica è proprio questo: sfidare e battere l’avversario con tutti i mezzi disponibili. Che cosa c’è di strano? C’è che Berlusconi è proprietario di Mediaset e utilizza le televisioni per vincere. Mentre Soru, che è fondatore di Tiscali, non utilizza in alcun modo la rete. Questo è strano. Fare politica alla D’Alema, come se la bicamerale contasse più di Retequattro, era improvvido già nel 1997, ma oggi è imperdonabile. Soprattutto contando che da imprenditore, Soru sta mezzo secolo avanti a Berlusconi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora, come dovrebbe usare la rete, uno che ha ancora il 20% di Tiscali? Di certo, non limitandosi a ricavarne la brutta copia di una televisione, per pubblicare i propri video e discorsi (sebbene talora indimenticabili, come quelli qui riportati in sardo campidanese). Cioè, non limitandosi ad usarla come fanno gli stati maggiori del PD, che per antidoto al regime televisivo propongono due nuove televisioni (&lt;a href="http://www.youdem.tv/"&gt;YouDem.tv&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.redtv.it/"&gt;Red.tv&lt;/a&gt;). Taccio sull’idea di democrazia che c’è dietro e sulla poca lungimiranza che c’è davanti. Ma ammesso anche che si trattasse di condividere equamente col Cavaliere il controllo mediatico sull’opinione pubblica, resta il fatto che i mezzi sono del tutto inadeguati. Pensare internet come una televisione è pensarla come uno strumento che permette di rispondere alle cannonate con l’arco e le frecce. Mentre invece è un mezzo per rispondere con i caccia bombardieri, purché i piloti siano preparati ad un’audace scommessa democratica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sfoglio i video sul sito di Soru - negli ultimi è un po’ depresso, i sondaggi vanno male - e mi dico: certo, li vedranno si e no duemila persone, un centesimo di quelle che hanno visto il monologo di Berlusconi su Italia 1. Usata così, la rete è ininfluente. Ed è sprecata. Perché noi, mentre stiamo a guardare - a differenza di quelli che guardano Italia 1 - potremmo anche agire. Cosa accadrebbe per esempio se, organizzati opportunamente, spedissimo ognuno un video ai nostri cento amici su Facebook? Accadrebbe che in breve i duemila di Soru diventerebbero quanti i duecentomila di Berlusconi. E se oltre a mandare un video su Facebook facessimo anche delle telefonate, organizzassimo riunioni, parlassimo con i vicini, stampassimo dei volantini da distrbuire all’incrocio? Succederebbe che i contatti diventerebbero rapidamente il doppio o il quadruplo di quelli di Italia 1. Insomma, mentre guardo i video di Soru, mi viene da sussurrargli: hai perso perché ci hai sprecati. Ti sei rivolto a noi come farebbe un Berlusconi qualsiasi. Ma noi non siamo gli elettori di Berlusconi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La &lt;a title="Obama, dura lex sed net" href="http://linguaditerra.wordpress.com/2009/02/14/obama-dura-lex-sed-net/" target="_blank"&gt;campagna di Obama&lt;/a&gt; ce lo ha insegnato: la rete va usata per reclutare, motivare e organizzare militanti occasionali che moltiplichino le iniziative del candidato sul territorio. La gente che si collega ad internet “per informarsi”, in realtà lo fa anche per informare, e per agire. Quante persone aiuterebbero volentieri un bravo candidato, se avessero davvero fiducia in lui e se potessero concentrare lo sforzo nella breve durata di una campagna elettorale (senza dover conoscere per forza quelli della sezione PD di Porto Torres)? Sono certo che in migliaia sarebbero pronti a farlo. Ma per usufruirne, il candidato e il partito dovrebbero essere pronti a una rivoluzione copernicana nella gestione del potere, consistente nel limitare il proprio arbitrio e nel prendere alla lettera il dettato costituzionale: “La sovranità appartiene al popolo…” (&lt;a title="La Costituzione" href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm" target="_blank"&gt;Art. 1&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A ben vedere, sarebbe proprio in quest’uso partecipativo e militante della rete - non certo nel videostreaming - che emergerebbe il vantaggio di un candidato intelligente e sincero, più che astuto e spettacolare, e portatore di idee e discorsi veri, invece che di spot pubblicitari. Infatti gli spot possono convincere qualcuno ad andare votare, ma difficilmente poi gli saranno sufficienti per convincere a sua volta qualcun altro. Per loro natura gli spot sono efficaci nella comunicazione a stella del mainstream (da uno a tutti), funzionano bene sul breve periodo, nella battuta singola, nell’univocità senza risposta. Ma mancano dell’articolazione sufficiente per permettere a chi li ascolta di costruire a sua volta nuove argomentazioni. Per questo è molto difficile che un elettore berlusconiano, se non retribuito, sia poi un militante capace di far proseliti (diverso è il discorso, ovviamente, per AN e la Lega).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella maggior parte dei casi (cioè tranne in quelli di consapevole connivenza con il manipolatore), questo tipo di elettore è uno che si è bevuto un oceano di cazzate, spesso contraddittorie, dotate di contenuto conoscitivo nullo. Se perciò prova a ripeterle è incapace di rispondere a un’obiezione qualsiasi. Per questo, i proseliti, Berlusconi deve farseli verticalmente uno per uno. Non può contare sulla loro collaborazione attiva. E deve anche rinnovare il messaggio in modo martellante, perché il suo non è un discorso che “regge”, non è qualcosa di interessante da ricordare e da ridire, che ti fa piacere perché ti fa capire le cose, e che quindi può vivere di vita propria nella circolazione linguistica. Se lo ripeti e ci ragioni un po’, ti accorgi subito che è una stronzata inutile. Solo se lo riascolti in televisione tutti i giorni, con dietro un un &lt;em&gt;jingle&lt;/em&gt; sbarazzino, e accanto un bel quarto di culo, allora non ti accorgi che è privo di significato. Questo significa che il Cavaliere non può sfruttare la reazione a catena a crescita esponenziale che è tipica del passaparola (e che per esempio vediamo funzionare su Facebook nelle Causes).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Viceversa, un messaggio come quello di Soru, senz’altro meno efficace nella dinamica dello spot, potrebbe esserlo molto di più in quella virale “di bocca in bocca”, proprio perché non è fatto di slogan, ma di argomentazioni circostanziate, riflessioni informate e ben costruite. Insomma, non folgorerà forse gli analfabeti nei primi 15 secondi di ascolto, ma fornirà agli ascoltatori mediamente colti, nei successivi 15 giorni, tutto il necessario per argomentare a loro volta, e per convincere qualcun altro. In altre parole, sono discorsi più adatti ad un tipo di uso partecipativo e militante della rete, che invece di indottrinare verticalmente ogni elettore puntano a riattivare una rete sociale di proselitismo “orizzontale”, che si propaga per reazione a catena seguendo una crescita esponenziale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per queste ragioni, mi sembra che una campagna partecipativa alla Obama, con la rete usata in modo avanzato per reclutare, motivare e organizzare militanti, potrebbe fare la differenza in elezioni dove ci fosse un leader credibile, che si dotasse una strategia coraggiosa e generosa. E credo che sarebbe una differenza anche strutturalmente difficile da colmare per i professionisti del marketing di Publitalia, proprio perché smetterebbe di trattarsi solo di marketing.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="text-align: center; display: block;"&gt;&lt;object width="240" height="198"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sQ5woFgP-4g&amp;amp;rel=0&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0"&gt; &lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt; &lt;param name="wmode" value="transparent"&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sQ5woFgP-4g&amp;amp;rel=0&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="240" height="198"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: center; display: block;"&gt;&lt;object width="240" height="198"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VrGCKlR6tIQ&amp;amp;rel=0&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0"&gt; &lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt; &lt;param name="wmode" value="transparent"&gt; &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/VrGCKlR6tIQ&amp;amp;rel=0&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="240" height="198"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;span style="color: rgb(51, 153, 102);"&gt;Vota questo articolo su &lt;a href="http://karmazero.oknotizie.virgilio.it/info/50f052093271b2fb/la_rete_che_manca_a_soru_per_essere_il_nostro_obama.html" target="_blank"&gt;OKNOtizie&lt;/a&gt; per favorirne la circolazione.&lt;/span&gt;]&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-5386524269260644180?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/5386524269260644180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/la-rete-che-manca-soru.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/5386524269260644180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/5386524269260644180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/la-rete-che-manca-soru.html' title='La rete che manca a Soru'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbEpscPO6WI/AAAAAAAAALo/sexuXfVW9II/s72-c/soru_online.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-4297584794326039433</id><published>2009-02-16T10:00:00.000+01:00</published><updated>2009-03-07T03:29:44.084+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='moloch'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='grande fratello'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='velina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tv'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matrix'/><title type='text'>Come fabbricano la Neolingua</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbDt4y4sxiI/AAAAAAAAAK8/dsf9xy22zOs/s1600-h/logo_grande_fratello.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 96px; height: 96px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbDt4y4sxiI/AAAAAAAAAK8/dsf9xy22zOs/s200/logo_grande_fratello.jpg" alt="Logo del Grande Fratello" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310005520657860130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Alcuni nomi televisivi Mediaset, come Grande Fratello, Matrix e Velina, stanno cancellando dalla lingua metafore efficaci per denunciare il controllo mediatico.&lt;/span&gt; &lt;p&gt;1. Il recente conflitto tra le trasmissioni “Matrix” e il “Grande Fratello”, che ha portato alle &lt;a title="Repubblica 10 febbraio 2009" href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-4/mentana-dimissioni/mentana-dimissioni.html" target="_blank"&gt;dimissioni di Enrico Mentana&lt;/a&gt; in occasione del caso Englaro, merita un commento soprasensibile, all’altezza degli eventi. Non mi soffermerò sulla vicenda come tale, né sullo statuto di questo giornalista “di sinistra” che consente a Berlusconi di definirsi liberale. Mi interessano solo le parole di cui (non) disponiamo per parlarne: la frequente sensazione di restare, come si dice, “senza parole”. Mentre infatti ricerco nella memoria i termini e le immagini che potrebbero aiutarmi a comprendere l’accaduto, un titolo di giornale mi sussurra due nomi che un tempo consideravo utili. Ma che ormai, geneticamente modificati, sono diventati inservibili:&lt;em&gt; Matrix&lt;/em&gt; e il&lt;em&gt; Grande Fratello&lt;/em&gt;. Perché le due principali trasmissioni di Mediaset - l’azienda dell’uomo che governa l’ecosistema cognitivo del Paese -, si chiamano proprio con due dei titoli più taglienti che la Cultura abbia partorito per condannare il controllo totalitario sui media?&lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;p&gt;2. Il reality “&lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Fratello_%28programma_televisivo%29" target="_blank"&gt;Il Grande Fratello&lt;/a&gt;“, della olandese Endemol, è distribuito in Italia da Mediaset a partire dal settembre 2000. All’epoca, il gruppo di Berlusconi occupa da sei anni un’indebita posizione dominante nel sistema radiotelevisivo. &lt;a title="Leggila su Voglioscendere.it" href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1761617.html" target="_blank"&gt;Una sentenza della Corte Costituzionale&lt;/a&gt; gli impone di cedere Retequattro, ma Mediaset non lo fa, ed ottiene continue proroghe dal governo. Frattanto scadono le concessioni, e si apre una nuova gara per assegnarle. A sorpresa, si presenta Europa 7 che vince e ottiene la concessione cui Retequattro dovrà rinunciare. E’ il 28 luglio 1999. Ma Mediaset non vuole rinunciare. Vuole tenersi la posizione dominante. Per riuscirci, deve fare il possibile perché cessi di apparire pericolosa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il titolo “Il Grande Fratello” riprende il nome di un proverbiale personaggio del libro di &lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_Orwell" target="_blank"&gt;George Orwell&lt;/a&gt;, scritto nel 1948 e intitolato &lt;em&gt;1984&lt;/em&gt;. Nel libro, il Grande Fratello è uno spietato dittatore (una trasparente allegoria di Stalin) che esercita un controllo totalitario sulla popolazione, mediante monitor e telecamere installati in ogni casa, e un sistema burocratico di manipolazione delle informazioni. In particolare, il Grande Fratello orwelliano promuove l’instaurazione di una Neolingua: fa cioè cancellare dal vocabolario tutte le parole “scomode” che potrebbero essere usate contro di lui, le elimina dai documenti di archivio oppure ne modifica il significato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La versione berlusconiana del “Grande Fratello” non eredita solo il nome di quella orwelliana. Ad esempio, il fatto che la Casa sia controllata da telecamere-spia è parte integrante anche del concetto del libro. Tuttavia, il reality ha eliminato ogni riferimento all’uso politico del controllo mediatico, e quindi ha disinnescato la condanna etica che quest’ultimo suscitava nel libro. Il “Grande Fratello” di Canale 5 esercita ormai un controllo mediatico tutt’altro che inquietante. Anzi, si direbbe che è una cosa piacevole: un’alacre esperienza comunitaria, cui ogni adolescente vorrebbe partecipare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come conseguenza del successo della trasmissione (che tocca fino a 15 milioni di spettatori, il 25% della popolazione italiana), l’espressione &lt;em&gt;Grande Fratello&lt;/em&gt; ha perduto il suo significato originario, almeno presso il grande pubblico. Ormai non può più essere utilizzata per nominare con precisione, rapidità e ricchezza di riferimenti il tipico “dittatore che controlla il sistema dei media di un Paese”, giacché, udendola, la maggior parte degli interlocutori intenderà “il reality sulla Casa dei giovani controllati da telecamere-spia”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;3. Quattro anni più tardi, durante il suo secondo mandato, quando controlla ormai anche RaiUno e RaiDue, Berlusconi fa &lt;a title="Repubblica 11 novembre 2004" href="http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/politica/mentana/mentana/mentana.html" target="_blank"&gt;rimuovere Mentana dal TG5&lt;/a&gt;, probabilmente perché troppo imparziale nello scontro elettorale. In effetti, dopo aver vinto le elezioni nel 2001, la coalizione di centro-destra ha perso tutte le competizioni locali, e i sondaggi prevedono una disfatta per le politiche del 2006. Tra i temi “caldi” della campagna dell’opposizione spicca il così detto “conflitto di interessi”, un’astrusa formula del diritto per dire, tra le altre cose, che un Presidente del Consiglio non può controllare l’opinione pubblica da cui dovrebbe essere controllato. Berlusconi non può perdere le elezioni, perché come al solito rischia condanne in diversi processi. Deve quindi fare di tutto per recuperare consensi: da un lato, controllare meglio i mezzi d’informazione, togliendo a Mentana il TG5 in prima serata; dall’altro, smentire coloro che lo accusano di controllare i mezzi di informazione, inventando per Mentana una nuova trasmissione di approfondimento in seconda serata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il titolo di “&lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matrix" target="_blank"&gt;Matrix&lt;/a&gt;” è ripreso da una recente trilogia hollywoodiana, firmata dai fratelli Wachowsky (1999-2003) che, con rara efficacia comunicativa ed immenso successo di pubblico, ha dipinto lo scenario di un mondo da incubo, in cui l’intera popolazione, ridotta allo stato larvale, è cognitivamente controllata dal potere totalitario delle macchine, mediante l’inoculazione di una realtà virtuale onnipervasiva. Questa visione angosciosa ed inquietante è ovviamente del tutto assente dalla trasmissione di Mentana, che anzi si presenta come un modello di televisione liberale, dove anche l’opposizione può dire la sua, e dove il giornalista, sebbene al soldo della famiglia Berlusconi, fa mostra di indipendenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come conseguenza del successo della trasmissione (fino a 6 milioni di spettatori, il 10% della popolazione), la parola &lt;em&gt;Matrix&lt;/em&gt; ha perso quasi del tutto, almeno presso il grande pubblico, il significato che il film le aveva conferito tra il 1999 e il 2005. Ormai è sempre più difficile usarla come calzante metafora condivisa per indicare un tipico “potere politico che controlla il sistema cognitivo della popolazione tramite i media”, perché, chiunque oda la parola, tende subito a pensare al “salotto di Mentana (dove anche Veltroni e Di Pietro possono esprimersi)”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;4. Le allegorie di &lt;em&gt;Matrix&lt;/em&gt; (il film) e del &lt;em&gt;Grande Fratello&lt;/em&gt; (il libro) erano forse tra gli strumenti linguistici più affilati per parlare del regime berlusconiano. Non mi riferisco ai discorsi o alle analisi che i politici o gli intellettuali possono fare usando anche altre parole (ammesso che ne facciano, e che dispongano ancora di una cultura distinta da quella popolare). Parlo della lingua italiana, cioè dei saperi irriflessi e dei discorsi largamente condivisi che possono circolare tra tutta la popolazione. Ebbene, nella lingua - questo protocollo di &lt;em&gt;sharing&lt;/em&gt; della cognizione - le parole &lt;em&gt;Matrix&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Grande Fratello&lt;/em&gt; non sono più disponibili per descrivere, comprendere, e quindi eventualmente combattere, un potere mediatico totalitario. Significano ormai tutt’altro. Da inflessibili atti d’accusa contro il controllo mediatico, sono diventati il suo paravento e il suo spot pubblicitario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si tratta, credo, solo della punta di un iceberg. Altre parole hanno subito o stanno subendo la stessa sorte. Basti pensare alla parola &lt;em&gt;velina&lt;/em&gt;. Nel giornalismo del secolo scorso voleva dire una notizia manipolata, che il potere politico o finanziario passava ai giornali allo scopo di influenzare indebitamente l’opinione pubblica. Questo significato deteriore è rimasto in voga finché la cosa non è diventata la norma. A quel punto, Canale 5 ha lanciato una dubbia trasmissione di satira, “&lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Striscia_la_notizia" target="_blank"&gt;Striscia la notizia&lt;/a&gt;” (1988), in cui comparivano in primo piano i culi in tanga di due ragazze sui pattini che porgevano flessuose le notizie al conduttore. Questi culi inoccultabili e indimenticabili vennero chiamati “&lt;a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Velina_%28televisione%29" target="_blank"&gt;Veline&lt;/a&gt;“. Sicché, mentre il politico, il finanziere e il manipolatore mediatico diventavano la stessa persona, e la velina diventava la norma dell’informazione giornalistica, il significato della parola veniva abolito dal lessico comune, e relegato a quello di pochi specialisti. Da allora, invece di evocare la bruttura del controllo antidemocratico sui media, evoca le belle natiche che incorniciano la libera informazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;5. Mentre scrivo, leggo che Berlusconi ha dichiarato: “Quanto alla Costituzione io non l’ho attaccata. La Costituzione però non è un moloch: può evolvere con i tempi” (&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/09/ho-giurato-sulla-carta-del-48.html" target="_blank"&gt;Repubblica 9 febbraio 2009&lt;/a&gt;). Faccio una rapida ricerca e trovo altre occorrenze simili: “[I vincoli di Maastricht] non sono un moloch, ma sono importanti e vogliamo rispettarli” (&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/05/berlusconi-bisogna-riportare-la-fiducia-tra-risparmiatori.html" target="_blank"&gt;Repubblica 5 ottobre 2008&lt;/a&gt;). “Un ordine dello Stato [la magistratura] non può vivere in un empireo e pensare alle leggi come ad un moloch assoluto. Le leggi devono essere adattate…” (&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/31/arroccamento-del-cavaliere.html" target="_blank"&gt;Repubblica 31 maggio 2008&lt;/a&gt;). “La verità è che l’ articolo 18 è stato elevato a un moloch” (&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/17/la-piazza-non-mi-fa-paura-berlusconi.html" target="_blank"&gt;Repubblica 17 marzo 2002&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Moloch&lt;/em&gt; è quindi la parola che Berlusconi impiega sistematicamente per dissacrare gli istituti che limitano il suo potere. Egli la impiega come sinonimo di &lt;em&gt;totem intoccabile&lt;/em&gt;, assegnandole il significato di “entità cui si tributa un rispetto quasi sacrale, da ritenersi pregiudiziale ed eccessivo”. Strano uso. Perché il significato più caratteristico di &lt;em&gt;moloch&lt;/em&gt;, quello che appunto lo distingue anche etimologicamente da &lt;em&gt;totem&lt;/em&gt;, è piuttosto “entità dotata di un immenso potere malefico o oppressivo”. Come quando, ad esempio, parlando di Thomas Hobbes, il filosofo dell’assolutismo, si dice che il suo Stato Assoluto è come un moloch, cioè come un mostro potentissimo capace di sottomettere a sé ogni altro potere ed ogni libertà. Sarebbe davvero un peccato se, a forza di sentir ripetere senza rettifiche il ritornello “sarà anche buono, ma non è un moloch”, smarrissimo il significato di una parola così utile al giorno d’oggi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[&lt;span style="color: rgb(51, 153, 102);"&gt;Vota questo articolo su &lt;a href="http://oknotizie.virgilio.it/info/59f140f129b9cccf/mediaset_manipola_il_significato_delle_parole_per_costruire_una_neolingua_favorevole_a_berlusconi_.html" target="_blank"&gt;OKNOtizie&lt;/a&gt; per favorirne la circolazione.&lt;/span&gt;]&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-4297584794326039433?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/4297584794326039433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/come-fabbricano-la-neolingua.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/4297584794326039433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/4297584794326039433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/come-fabbricano-la-neolingua.html' title='Come fabbricano la Neolingua'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbDt4y4sxiI/AAAAAAAAAK8/dsf9xy22zOs/s72-c/logo_grande_fratello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8443804624481662858.post-6729550956379132162</id><published>2009-02-14T12:09:00.001+01:00</published><updated>2009-03-07T03:09:32.276+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internet'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lobby'/><title type='text'>Obama, dura lex sed net</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbEXVlUm1BI/AAAAAAAAALM/6TfszJEDCkY/s1600-h/obama_murale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 96px; height: 72px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbEXVlUm1BI/AAAAAAAAALM/6TfszJEDCkY/s200/obama_murale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310051095209759762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="sommario"&gt;Obama sottopone le nuove leggi alla rete, che è stata decisiva per la sua elezione, ed indica una nuova frontiera nell’evoluzione dei sistemi democratici.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;« Pubblicheremo sul sito web, per cinque giorni, tutta la legislazione che non sia d’emergenza, e permetteremo al pubblico di esaminarla e di commentarla prima che il presidente la firmi ». E’ quanto si legge ormai da alcune settimane, per la precisione dalle 12:01 del 20 gennaio 2009, nel messaggio di apertura del &lt;a title="www.whitehouse.gov" href="http://www.whitehouse.gov/blog/change_has_come_to_whitehouse-gov/" target="_blank"&gt;blog ufficiale&lt;/a&gt; della Casa Bianca. Si tratta della prima promessa elettorale confermata e trasformata in decisione esecutiva dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Hussein Obama, il quale ne ha voluto programmare l’annuncio un minuto dopo la sua entrata in funzione, quando ancora era in scena la mini-gaffe del giuramento di rito (nel dichiarare di voler fare il presidente, Obama ha dimenticato la parola « fedelmente » e l’ha reinserita alla fine, cio’ che gli ha imposto di ripetere il giuramento il giorno dopo). Non si potrebbe immaginare nulla di più simbolicamente dirompente che pubblicare una decisione del genere un minuto dopo l’investitura, nessun gesto poteva essere più esplicito per farne la propria bandiera politica. Eppure questa bandiera, avvistata da Le Monde solo la sera del 21 gennaio alle 20:25, agli occhi del lettore italiano non sventola ancora.&lt;/p&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;p&gt;L’annuncio figura a conclusione del post inaugurale del sito www.whitehouse.gov, firmato dal « Direttore dei Nuovi Media » del governo, Macon Phillips e intitolato « Il cambiamento è arrivato alla CasaBianca.gov ». Questo post si apre ricordando che « Milioni di americani hanno sostenuto il viaggio del Presidente Obama fino alla Casa Bianca, molti usando internet per partecipare alla definizione del futuro del Paese » e che il nuovo sito web è solo « l’inizio degli sforzi della nuova amministrazione per estendere ed approfondire questa partecipazione online ». Macon passa quindi a definire le tre priorità della sua azione. « Comunicazione », cioè informazioni tempestive e approfondite per tenere ognuno aggiornato ed edotto sullo stato dell’economia e della nazione. « Trasparenza », cioè pubblicazione di tutti gli atti e le decisioni della presidenza « per fare di questa amministrazione la più aperta e trasparente della storia ». E infine « partecipazione » : poiché Obama ha cominciato la sua carriera impegnandosi nel sociale, sa bene cosa possono le persone mettendosi insieme, e vuole fare di cio’ una priorità del governo. Di qui la scelta di attuare immediatamente la promessa elettorale secondo cui la presidenza pubblicherà le nuove leggi prima di firmarle, per permettere a tutti di esaminarle e di commentarle.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ appena il caso di sottolineare la portata non solo simbolica, ma giuridico-politica, di questa decisione. Se infatti verrà attuata, si tratterà della prima volta che il titolare formale della sovranità di uno Stato democratico, cioè il popolo, verrà chiamato ad esprimersi in maniera sostanziale, sistematica e diretta, seppure a titolo puramente consultivo, nel merito del processo legislativo. In un Paese in cui la quota di popolazione connessa a internet (73%) supera di gran lunga quella che va a votare (61%), cio’ significa profilare apertamente un contropotere popolare a democrazia diretta, di fronte a un’amministrazione pubblica a democrazia rappresentativa che, come in tutto l’Occidente, è storicamente ostaggio delle aristocrazie socio-economiche organizzate nelle attività lobbing. Non per caso la campagna contro le lobbies è l’altro grande pilastro del rinnovamento (noi diremmo della « riforma della politica ») che Obama ha inteso portare a Washington. Questa campagna non è meramente mediatica e formale, ma si fonda su un preciso dato materiale: più della metà del finanziamento record che ha portato alla vittoria il nuovo presidente proviene infatti dalle piccole donazioni della gente comune, racimolate a milioni tramite internet. Il contropotere popolare che si esprime sul piano politico come potere consultivo sulle leggi in via di approvazione è dunque materialmente fondato su un contropotere finanziario, che ha fatto improvvisamente della popolazione americana connessa in rete la più potente « lobby » del Paese.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questi elementi permettono forse di decifrare meglio la strategia politica del giovane presidente nero. Se è vero, infatti, che Obama ha blindato la credibilità politica della sua amministrazione conferendole un profilo decisamente moderato per tutto quanto riguarda i gangli tradizionali dell’esercizio del potere (dall’economia alla politica estera), è vero anche che ha riservato uno spazio non meno decisivo alle ambizioni di riformismo radicale che erano più genuinamente sue all’inizio della campagna. Questo spazio è appunto quello tecnico-giuridico e procedurale (non a caso la sua specialità accademica). Sfruttando proprio il terreno di frontiera e ancora ex-lege delle nuove tecnologie, dove le concrezioni del potere costituito non sono ancora consolidate, Obama sta insomma promuovendo una rinnovata centralità della sovranità popolare in qualità di potere costituente. Una centralità potenzialmente dirompente, che per sua natura invera, certo, ma al tempo stesso supera, il dettato costituzionale delle democrazie rappresentative (chissà che proprio da cio’ non dipenda il lapsus, simultaneo all’apertura del blog, che l’ha obbligato poi a ripetere il giuramento).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ difficile dall’Europa, e più ancora dall’Italia, dove internet è dipinta ed adoperata dai grandi media come una sorta di televisione accessoriata, come la nuova frontiera dell’intrattenimento, rendersi conto esattamente di quello che è successo in America. Un aiuto ci viene dal video prodotto dalla fondazione progressista francese Terra Nova « Ils on fait Obama – Hanno fatto Obama » (disponibile su www.dailymotion.com). Secondo Terra Nova, l’innovazione decisiva della campagna non è consistita nell’uso della comunicazione via internet, bensi’ nella trasformazione di internet, da strumento di comunicazione, a strumento di organizzazione delle persone, chiamate ad operarare direttamente sul terreno. Un centinaio di addetti stipendiati ha reclutato, motivato e coordinato alcune decine di migliaia di militanti volontari, che nel giro di un anno hanno coinvolto dai 3 ai 6 milioni di elettori, spingendone una metà a sostenere anche finanziariamente il candidato outsider.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tale dinamica appariva del resto ben chiara già prima del 4 novembre a chiunque si fosse recato sui siti di McCain e di Obama per confrontarli. Il sito di McCain era appunto una sorta di televisione interattiva, centrata sui video propagandistici del candidato che valorizza la sua persona e la sua storia rivolgendo il proprio messaggio agli spettatori-elettori. Il sito di Obama, al contrario, era una macchina per valorizzare gli spettatori-elettori, trasformandoli in attivisti-militanti: appena entravi, ti si chiedeva subito di immettere il tuo codice postale, la tua singolare collocazione geografica, cosa che permetteva al sistema di proporti una lista di contatti e di cose da fare nel tuo quartiere, come ad esempio distribuire volantini, parlare coi vicini, organizzare riunioni, telefonare a un elenco di elettori indecisi. E’ attraverso questo sistema capillare di partecipazione dal basso che Obama ha vinto le elezioni, non attraverso un illusionismo mediatico (o forse attraverso un illusionismo mediatico molto più raffinato ed ambizioso, e tutto sommato entusiasmante, di quello in vigore da noi).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I due milioni di persone che il 20 gennaio affollavano le strade di Washington non erano quindi dei semplici spettatori-elettori: erano invece in massima parte attivisti-militanti, cioè, per dirla con Grillo, i consapevoli « datori di lavoro » di Obama, quelli che ne hanno promosso e finanziato in prima persona la campagna elettorale. E’ per questo che Obama dovrà tenerli presente in modo del tutto diverso di quanto non si farebbe con dei semplici spettatori-elettori. E la promessa di sottoporre al loro commento le leggi, prima di promulgarle, è appunto un sintomo eloquente di questo cambiamento.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8443804624481662858-6729550956379132162?l=linguaditerra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://linguaditerra.blogspot.com/feeds/6729550956379132162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/obama-dura-lex-sed-net.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6729550956379132162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8443804624481662858/posts/default/6729550956379132162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://linguaditerra.blogspot.com/2009/03/obama-dura-lex-sed-net.html' title='Obama, dura lex sed net'/><author><name>Lunobi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02233878761575177764</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xf1Ha-vEkBM/SbEXVlUm1BI/AAAAAAAAALM/6TfszJEDCkY/s72-c/obama_murale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
