In Svezia, il tribunale condanna The Pirate Bay per violazione di copyright. Ma nelle ore successive il Partito Pirata guadagna 1800 nuovi iscritti. E si avvia a conquistare il parlamento europeo con oltre il 20% dei consensi.Venerdì mattina il tribunale di Stoccolma ha condannato per violazione delle leggi sul diritto d'autore i responsabili del sito The Pirate Bay, massimo punto di riferimento mondiale per le pratiche di condivisione di file 'da pari a pari' (P2P). I tre fondatori del sito, Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni e Peter Sunde, 30 anni, nonché il loro finanziatore, Carl Lundström, 48 anni, potrebbero dover scontare un anno di carcere, e pagare 2,7 milioni di euro per rimborsare i mancati profitti delle grandi case discografiche e cinematografiche.
I quattro hanno reagito alla sentenza con l'abituale baldanza. Peter Sunde ha dichiarato su Twitter: "Tranquilli, non cambierà niente per The Pirate Bay, né per noi, né per il download. E' solo una messa in scena per i media. Ricorreremo in appello e ce ne sbarazzeremo". Mentre sul sito si legge: "Come in ogni buon film, gli eroi perdono all'inzio, ma solo per ottenere una vittoria ancora più epica alla fine". Dal 2003, il sito della Baia consente a 22 milioni di utenti di condividere tra loro ogni tipo di file, anche protetto da copyright: non ospita fisicamente i file e quindi respinge l'accusa di svolgere un'attività illegale.
Cinque ore dopo l'annuncio della sentenza, il Piratpartiet ("Partito Pirata"), nato nel 2006 a sostegno del sito, ha registrato 1800 nuove iscrizioni, raggiungendo quota 16.500. Guidato da Christian Engström, 49 anni, il partito ha ormai superato per numero d'iscritti i verdi e la sinistra, mentre un sondaggio gli assegnava a dicembre il 21% dei consensi. Alcuni osservatori ritengono quindi che l'eco suscitata dalla sentenza potrebbe sortire un effetto boomerang. Considerata dai più come favorevole a interessi particolari, e contraria all'interesse generale, la sentenza potrebbe infatti determinare, alle prossime elezioni europee, una clamorosa vittoria del Partito Pirata, che da anni si batte per la libera circolazione del sapere e per la limitazione del diritto di proprietà sui beni immateriali.
(Fonte: Le Monde 1, 2)

Lunobi
Secondo un sondaggio online del Sole 24 Ore, l'85% dei suoi lettori sono contrari alla sentenza di Stoccolma.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=sondaggio&chId=30&sezId=8720&id_sondaggio=6809&canale=&azione=voto&vedi_comm=false&id_risposta_6949=7592
Posted on 18 aprile 2009 13:56
Lunobi
Già pronta la soluzione per continuare a scaricare liberamente su connessioni anonimizzate, si chiama iPredator e costa 5 euro al mese.
Posted on 18 aprile 2009 15:33
Anonimo
Se accettano simpatizzanti internazionali mi iscrivo al partito pirata.
Sono stufo di questa falsità a colpi di miliardi delle major.C'è anche un cosa sensata nel considerare la cultura e la scienza libere da copyright, malgrado ciò si può anche concordare che non è giusto rubare il lavoro degli altri ma non è manco giusto che si possa contestare la pirateria (software o di griffe) a costo zero (con i controlli dei vigili urbani o della GdF) mentre un qualsiasi brevetto va difeso personalmente dal detentore.
Posted on 19 aprile 2009 22:04
Lunobi
Infatti. E poi non capisco questo: un'innovazione tecnologica mette fuori mercato il tuo vecchio modello di business. E tu che fai? Invece di innovare il modello, fai mettere fuori legge l'innovazione tecnologica? Alla faccia del libero mercato! E' roba da corporazioni medievali...
Inoltre, siccome la cosa non funziona se non con misure draconiane, allora per difendere il tuo diritto patrimoniale, comprometti i diritti fondamentali di tutti: diritto alla riservatezza della corrispondenza, alla libertà d'espressione, al regolare processo, alla difesa.
Insomma, una strage giuridica per proteggere esclusivamente i profitti di un solo, obsoleto, comparto industriale, impedendo quelli di mille altri che potrebbero nascere al suo posto. Francamente, non ne vedo la razionalità.
Posted on 19 aprile 2009 23:19
Lunobi
Per la prima volta il Corriere torna a parlare di "conflitto di interessi". E' quello di uno dei giudici che ha condannato The Pirate Bay. E che potrebbe invalidare il processo.
Posted on 24 aprile 2009 02:51