
"Dove prendete i soldi? - E' una sentenza di morte". Sembra un dialogo del film Il Padrino, quello che occupa in queste ore le prime pagine dei giornali (R, C, S), opponendo obliquamente e per via di allusioni il commissario UE Günter Verheugen ai vertici del potere economico e politico italiano: Marchionne, Marcegaglia, Berlusconi, Tremonti, Frattini e Scajola. Tutti gridano allo scandalo, al cattivo gusto, alla grave interferenza, al "triplice errore" del tedesco. Ma nessuno risponde alla sua semplice domanda. Il sistema del credito è in crisi, il settore dell'auto boccheggia, la FIAT è andata sotto quest'anno di 411 milioni di euro, eppure (9° gruppo auto al mondo con fatturato di 58,9 mld€ nel 2007), si appresta ad acquisire il controllo di Chrysler (11° gruppo, 59,4 mld$) e probabilmente di Opel (controllata General Motors, 2° gruppo, 207,3 mld $). Già, dove prendono i soldi?
Stranamente, è la stessa domanda che Daniele Luttazzi soleva rivolgere a Silvio Berlusconi all'inizio del suo secondo mandato, attirandosi in breve tempo l'editto bulgaro (18 aprile 2002). Sulla base di alcuni indizi - come il fatto che in passato il Cavaliere avesse assunto in casa propria un estorsore e sequestratore palermitano poi condannato per droga, omicidio e mafia, oppure il fatto che avesse affidato la fondazione del suo partito a un bancario e bibliofilo palermitano poi condannato per mafia, oppure il fatto che proprio la notte in cui perse le elezioni venisse arrestato presso Palermo il capo della mafia - alcuni ritengono che una risposta potesse essere, allora, "dalla mafia". Ma oggi? Dove prendono i soldi?
I tempi sono molto cambiati, da allora. Intanto l'opposizione non esiste più, se si esclude una sparuta minoranza che continua a sostenere che il governo lavora per conto della mafia. Poi, il Presidente della Repubblica e il Consiglio Superiore della Magistratura sono intervenuti per redarguire i giudici che cercavano di indagare sui rapporti tra i politici, gli imprenditori e la mafia. Infine, un terremoto ha seppellito 300 persone sotto edifici di sabbia costruiti dalla mafia e le autorità perseguono chi si permette di sostenere che dietro la sciagura possa esserci la mafia. Al tempo stesso, mentre tutto il mondo attraversa una crisi finanziaria apocalittica, che sembra esigere interventi statali straordinari, in Italia si esibisce un invidiabile ottimismo, senza muovere un benché minimo dito. Come se non vi fosse alcun problema di liquidità. Anzi, si trovano anche i mezzi per andare a salvare l'industria dell'auto americana. Ma insomma, dove prendono i soldi?
Il rischio qui è naturalmente quello di cadere nella semplificazione eccessiva di una materia delicata e complessa che richiede senso di responsabilità bipartisan imponendo di evitare moralismi e demonizzazioni e salvaguardando il più stretto riserbo allo scopo di rispettare il voto popolare e rassicurare i mercati finanziari eccetera. Bisogna quindi evitare di tenere presente il rapporto SOS Impresa - Confesercenti del 2008, secondo cui l'azienda italiana con il più ingente fatturato annuo (130 mld€) e soprattutto con gli utili più cospicui e più difficili da reinvestire (70 mld€) è la mafia. Non bisogna credere che, solo per questo, il capitalismo italiano, con il beneplacito della sinistra, stia sostenendo senza scrupoli una destra di governo la cui unica strategia economica chiaramente riconoscibile consiste nel ripristino dell'illegalità soprattutto in campo finanziario, utile a favorire il riciclaggio del denaro della mafia. Sarebbe infatti affrettato concluderne che il capitalismo italiano, con il beneplacito della sinistra, abbia deciso di affrontare la crisi del millennio ricorrendo alle risorse finanziarie messe a disposizione dall'unico settore imprenditoriale in cui da sempre l'Italia è leader mondiale: la mafia.Quindi mi raccomando: aumma aumma!

Anonimo
che io sappia - ma non ho accesso a fonti riservate - l'accordo con chrysler è senza esborso di denaro (tecnologie contro azioni) e verrebbe garantito direttamente dal denaro pubblico USA cioè da Obama, che si è esposto in persona per la trattativa, non da quello italiano; mentre per opel sono ai preliminari dei preliminari, trattandosi probabilmente di azienda messa sul mercato in condizioni di bancarotta della controllante (ci saranno quindi grandi manovre e la possibilità che se l'aggiudichino gli italiani non sono altissime, per ora, anche se gli altri sono già posizionati o in crisi e potrebbero essere in difficoltà in presenza di un'offerta sensata). i tedeschi sono giustamente preoccupati più che altro per motivi occupazionali, essendo le due aziende molto simili in termini di prodotto e di mercato, un'incorporazione da parte di fiat significherebbe ristrutturazione e un taglio drastico di stabilimenti in germania.
bgeorg
Posted on 26 aprile 2009 22:36
Lunobi
grazie delle informazioni bgeorg
Posted on 26 aprile 2009 23:06
Lunobi
Il PDL abolisce l'obbligo di denunciare il racket, prima fonte di reddito della mafia (Repubblica)
Posted on 30 aprile 2009 11:49
Lunobi
Pappata Chrysler, si passa a Opel.
Nel primo caso, sono stati assicurati "miliardi di euro in tecnologie di avanguardia". Tecnologie che, per essere d'avanguardia, qualcuno deve pur aver finanziato, in Italia, diciamo negli ultimi dieci anni, senza che la Fiat brillasse tradizionalmente per l'innovazione tecnologica, se non erro. Dunque mi pare non sia del tutto da escludersi, che la finanzia di mafia c'entri davvero qualcosa, in questo salto di qualità internazionale dell'automobile italiana.
Nel secondo caso, mentre si conferma che la trattativa con Opel era sul tavolo, non si parla ancora di soldi. Tuttavia, si parla di acquisire tutti gli stabilimenti Opel in Germania, mantenendo un alto tasso di impiego. Il che mi pare significhi molti soldi, reali o virtuali che siano.
Ovviamente anch'io, come tutti, sarei orgoglioso che la Fiat tornasse ad essere uno dei più grandi gruppi automobilistici del mondo. Ma lo sarei di più se si sapesse dove ha preso i soldi. E non lo dico per moraleggiare. Lo dico perché, se la mafia è uno dei fondamenti della futura potenza economica italiana, voglio saperlo. Posso anche decidere che il gangsterismo di Stato è un destino affascinante per l'Italia (come la pirateria, mettiamo, lo è per il Puntland). Ma non voglio rinunciare alla possibilità di deciderlo.
Posted on 02 maggio 2009 15:11
Anonimo
Un giornale svedese riporta una dichiarazione di Franco Roberti a Associated Press secondo cui "la crisi è perfetta per la mafia".
Posted on 03 maggio 2009 12:44
Anonimo
Il presidente Napolitano, dopo aver contribuito ad intralciare le inchieste di De Magistris, avverte la polizia che la mafia potrebbe approfittare della crisi.
Posted on 08 maggio 2009 11:37
Anonimo
Sono stupito e amareggiato.
Non vedo proprio cosa entri a fare il titolo di questo articolo con il suo contenuto.
L'aumma aumma di pulcinella si riferiva sempre e comunque al fregare il padrone.
Per favore corregga.
Posted on 15 ottobre 2009 11:10